La sicurezza in formato propaganda: il grande bluff della polizia di prossimità

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Funaro e Giorgio esultano per la polizia di prossimità, ma i numeri raccontano un’altra storia: un solo servizio per quartiere e 2,2 identificazioni al giorno

 

C’è un’arte sottile in cui Palazzo Vecchio non smette mai di eccellere: trasformare il fallimento in trionfo. L’ultimo capolavoro di questa instancabile macchina del marketing politico è il primo bilancio della “Polizia di prossimità”, il progetto sperimentale lanciato il 4 maggio dalla sindaca Sara Funaro e dall’assessore alla Sicurezza Urbana e Polizia Municipale Andrea Giorgio: 80 agenti dedicati, una quarantina di servizi a settimana, durata fino al 31 dicembre. A leggere il comunicato trionfale di Palazzo Vecchio sembrerebbe di trovarsi di fronte a una svolta epocale per la sicurezza cittadina. Poi, però, si prendono in mano i numeri. E la realtà, impietosa, smaschera il grande bluff.

Ci parlano di “oltre 240 servizi in poco più di un mese” — 242, per la precisione. Suona bene, vero? Fa volume. Ma basta una banale divisione per scoprire che nei circa 46 giorni di sperimentazione i servizi sono stati poco più di cinque al giorno. Cinque pattuglie al giorno, divise per i cinque quartieri di Firenze: ovvero un solo servizio quotidiano per quartiere. E la media, come sempre, è generosa con chi sta peggio. Mentre il Quartiere 1 ne ha incassati 119, il Quartiere 4 si è dovuto accontentare di 20 servizi in un mese e mezzo — meno di uno ogni due giorni. Interi territori lasciati scoperti per ore, affidati a un passaggio occasionale. Ancora più eloquenti i dati sulle identificazioni: oltre 100 persone in un mese e mezzo, cioè una media di 2,2 controlli al giorno in tutta la città.

Ma è sul “focus” di cui Palazzo Vecchio va più orgoglioso che vale la pena fermarsi: via Galliano. Una delle trincee storiche del degrado cittadino, un’area da anni ostaggio di spaccio, risse e bivacchi molesti, su cui ancora di recente il comitato Cittadini Attivi San Jacopino ha denunciato violenza quotidiana, persone ubriache dalla mattina e un giardino sottratto a famiglie e bambini. Ebbene, il “focus straordinario” si è tradotto in sedici servizi in quarantasei giorni: uno ogni tre giorni circa. Va dato atto all’amministrazione che proprio lì si è concentrata buona parte dell’attività sanzionatoria: da quei sedici passaggi sono usciti 14 dei 17 verbali per ubriachezza, 17 dei 19 ordini di allontanamento e 8 delle 20 notizie di reato dell’intera sperimentazione cittadina. Sono numeri che però raccontano l’esatto contrario di ciò che il comunicato vorrebbe suggerire: se una manciata di passaggi in una sola strada produce la quasi totalità delle sanzioni di tutta Firenze, significa che il problema è massiccio, conclamato e concentrato — e che un passaggio ogni 72 ore non lo intacca, lo fotografa soltanto.

Lo dicono, peraltro, gli stessi residenti. La prossimità della municipale, ringraziano dal comitato, “quando presente funziona da deterrente”. Quando presente. È tutta lì la questione. Via Galliano non ha bisogno di una visita di cortesia ogni tre giorni per due foto da allegare al comunicato; ha bisogno, da ieri, di un presidio fisso e permanente, concentrato sulle ore in cui il degrado esplode. Di una presenza che scoraggi la criminalità e restituisca i giardini alle famiglie, non di una pattuglia che sanziona un ubriaco il lunedì e si ripresenta il giovedì successivo.

E qui arriva il punto che il marketing si guarda bene dal dire. Al ritmo attuale il progetto viaggia perfino non lontano dai propri obiettivi dichiarati — oltre 1.400 servizi entro fine anno. Il problema, dunque, non è che la Polizia di prossimità non rispetti i suoi numeri: è che quei numeri, fin dall’inizio, sono troppo timidi per la dimensione del problema. Cinque pattuglie al giorno per una città intera non sono un piano straordinario di controllo del territorio: sono normale, e fin troppo modesta, attività di routine spacciata per svolta.

Siamo di fronte alla classica operazione “fumo negli occhi” per rassicurare i cittadini e coprire la carenza cronica di organico, risorse e, soprattutto, di una visione reale della sicurezza urbana. Servono presidi fissi nei punti critici, continuità, orari serali veri — non una manciata di passaggi serali su 242 servizi totali. Tutto il resto è propaganda.