Basta volgere lo sguardo alla realtà cittadina quotidiana per chiedersi, e ciò avviene sempre più frequentemente, «ma questi da dove sono sbucati fuori?».
Una domanda che perde ogni retrogusto retorico qualora si vada a scandagliare le effettive competenze dei vari assessori, confrontando le loro cariche con gli ambiti che caratterizzano i loro titoli di studio.
Siccome il pesce puzza sempre dalla testa, come si suol dire, salta subito all’occhio la laurea in Psicologia Clinica e di Comunità presso l’Università degli Studi di Firenze, con successiva specializzazione quadriennale in Psicoterapia clinica, della sindachessa Funaro, con tanto di corsi di «clinica e geopolitica sulla violenza» (?), «etnopsichiatria» e un «ciclo di incontri di approfondimento sulla religiosità africana» (1): niente, in breve, che abbia a che vedere con le funzioni che ricopre da ormai due anni, ma è forse un rito sciamanico che le ha fatto aggiungere un’ulteriore unità temporale tra giorno e mese al termine del suo curriculum, datato «24/2/09/2024».
Altrettanto noti sono la laurea in Relazioni Internazionali e il master in Statistica conseguiti dall’assessore Andrea Giorgio, inframmezzati da una magistrale in Analisi Politiche dello Sviluppo Locale e Regionale (2) di cui però ci chiediamo quanto abbia assimilato, se, come è spiegato, «in questo quadro è cruciale la formazione di operatori con una solida formazione di base di tipo interdisciplinare capaci di agire nel campo dell’analisi e dell’intervento sui temi dello sviluppo economico, delle trasformazioni delle città, del lavoro, della protezione sociale e della tutela ambientale» (3), vista anche la sua totale assenza di esperienza pratica sul campo: a segreterie e progettazioni Giorgio ha affiancato unicamente incarichi da «portavoce del sindaco», «supporto alla vicepresidenza», «assistente deputato europeo» e «assistente senatore», rendendo così la sua carriera più quella di un arrivista politico che di un amministratore che conosce la città che contribuisce ad amministrare.
Suoi colleghi universitari sono stati Jacopo Vicini, Benedetta Albanese e Caterina Biti, rispettivamente assessori allo Sviluppo Economico e Turismo, all’Educazione, Formazione e Pari Opportunità e all’Urbanistica e Decoro Urbano.
Il primo non ha tuttavia mai avuto a che fare con l’economia o col turismo, poiché in quasi vent’anni, dal 2005 al 2024, si è occupato quasi soltanto dell’organizzazione di eventi per conto del Comune (4). Stessa monotonia anche nel curriculum della seconda, che pur avendo sempre e solo esercitato la professione di avvocato, ma facendo carriera nel PD partendo dal Quartiere 5 fino a fare una capatina anche in Regione, si occupa, non si sa a quale titolo, appunto, di Educazione, Formazione e Pari Opportunità (5). La terza, veterinaria italo-svizzera, ha sempre lavorato in Comune, vantando un’esperienza politica da Senatrice della Repubblica tra il 2018 e il 2022, ma passando con totale disinvoltura dall’Ambiente all’Urbanistica pur avendo lavorato soltanto per la salute degli animali (6).
Laureato a Pisa come lei è l’assessore Dario Danti, che con una laurea in Filosofia si occupa di Università, Lavoro, Ricerca e Patrimonio, di cui forse sono solo la prima e la terza a essere inerente al suo percorso di studi e di formazione, e sempre a un livello puramente teorico (7). Completamente fuori luogo, invece, pare essere la vicesindachessa Paola Galgani, la cui vita non è mai stata toccata dall’ambiente e dall’agricoltura urbana avendo ella sempre lavorato nella CGIL e in Comune a Certaldo, fatta salva la prima esperienza, dal 1992 al 2003, in un’azienda produttrice di cornici a Gambassi (8).
Unica nota positiva, solo gli assessori Bettarini (Cultura), laureato in Lettere Moderne e Scienze Storiche, e Sparavigna (Organizzazione e Personale, Protezione civile, Innovazione), con una magistrale in Servizio Sociale. Forse le uniche persone “giuste”, ma sempre nel posto sbagliato e, soprattutto, nel momento sbagliato.
