Residenti e automobilisti in confusione per le chiusure di via Cassia. L’ordinanza dice una cosa, i cartelli ne dicono un’altra. Di vigili nemmeno l’ombra.
Chiusure stradali, deviazioni contraddittorie e cartelli mendaci. Scoppia la bufera a Barberino Tavarnelle per i lavori di Publiacqua sulla Cassia, in particolar modo tra Via delle Fonti e Via Gualberto, lavori costati diversi milioni, come documentato da La Firenze che vorrei, per portare le acque sporche all’insù. Ai costi e alla stranezza di questi lavori, si aggiunge una segnaletica che alimenta il caos.
Nello specifico, il Comune ha disposto con Ordinanza Dirigenziale n. 405 del 16 giugno la chiusura totale al transito nel tratto interessato dai lavori, a partire da lunedì 22 giugno 2026. Con una deroga chiave. Per le sole automobili da Poggibonsi verso Tavarnelle: sarà possibile attraversare il centro di Barberino, transitando in via delle Fonti e via G. Gualberto.
Peccato che in strada la realtà sia diversa.
A documentarlo sono alcuni residenti che hanno raccolto le foto e pubblicato tutto su Facebook.
- Bivio via delle Fonti: cartello giallo «Accesso consentito solo autovetture»;
- Piazza Mazzini, davanti al bar: cartello di «divieto di accesso» con un foglio bianco scritto a penna «eccetto autorizzati e frontisti»;
- Incrocio via Novoli: cartello «strada chiusa a 300 mt eccetto residenti e mezzi di soccorso»;
- Ma, sempre in via Novoli: indicazione gialla «Per Tavarnelle val di Pesa Firenze», con freccia a sinistra, in contrasto con gli altri divieti.
Il Comune avrebbe ammesso che i cartelli errati sono stati messi apposta come «filtro visivo» per ingannare chi non conosceva la verità della delibera e far passare meno gente da Barberino. Di vigili nemmeno l’ombra.
Grande indignazione dei cittadini. «Ma è cambiato qualcosa? La cartellonistica all’incrocio di via di Novoli praticamente esclude il passaggio in direzione Tavarnelle agli autoveicoli», fa notare su Facebook un cittadino.
«Oggi è stato un incubo, è impossibile essere costretti a fare quella strada anche 2/3 volte al giorno con animali che attraversano, corrieri a tutta velocità dove non ci si scambia», racconta un’altra cittadina.
Sembra che il sindaco abbia detto di aver fatto rimuovere i cartelli fuorvianti. Resta però la contestazione di fondo: una segnaletica temporanea usata come strumento di dissuasione, in contrasto con quanto stabilito da un’ordinanza pubblica. È regolare?

