Con una lettera aperta diffusa oggi il personale scolastico dei plessi dei Comuni medicei, Poggio a Caiano e Carmignano, denuncia una situazione «insostenibile e pericolosa» causata dall’ondata di calore eccezionale.
La lettera è indirizzata a tutte le istituzioni: dai Dirigenti Scolastici degli Istituti Comprensivi ai Sindaci e agli Assessori alla Pubblica Istruzione, al Presidente della Provincia di Prato, ma anche al Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, all’Assessore regionale Alessandra Nardini, ai Sindacati Provinciali e al Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara.
«Un’emergenza strutturale, non eccezionale». Secondo i firmatari, che hanno scelto di restare anonimi, lavorare e studiare con queste temperature è diventato «letteralmente impossibile». Aule, corridoi e bagni superano i 35-40°C, ben oltre i limiti di comfort microclimatico previsti dalla legge sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
«La situazione colpisce i collaboratori scolastici, impegnati in mansioni fisiche in ambienti surriscaldati, ma si riflette pesantemente sul benessere di tutta la comunità scolastica: bambini, ragazzi e personale docente», si legge sempre nel testo. Solo pochissimi istituti avrebbero aule climatizzate, lasciando comunque scoperti corridoi e bagni.
Il personale chiede «con la massima urgenza» due tipi di interventi.
Il primo sono provvedimenti d’emergenza: valutare la sospensione delle attività o la chiusura temporanea dei plessi quando le temperature sfiorano o superano i 36-40°C, «esattamente come avviene per le allerte meteo invernali». «Oggi – scrivono – non ci sono le condizioni minime di sicurezza per l’incolumità fisica delle persone».
Il secondo sono soluzioni immediate e strutturali: l’apertura di un tavolo tra scuole e Comuni per la climatizzazione degli edifici e, nel frattempo, l’installazione urgente di condizionatori portatili a norma o ventilatori a colonna.
«Non si tratta più di una eccezione passeggera, ma di un’emergenza estiva costante, inascoltata da anni dalle istituzioni. La salute dei lavoratori e dei ragazzi non può essere messa in secondo piano rispetto ai tempi della burocrazia», concludono. «Restiamo in attesa di un riscontro immediato prima che qualcuno si senta male».
