Domani, lunedì 29 giugno, i 99 Comuni soci di Retiambiente – la società pubblica che gestisce i rifiuti per l’intera Toscana Costa – sono chiamati a decidere sul Piano Industriale, come riferisce Repubblica. È emersa la volontà di realizzare a Peccioli un nuovo impianto da 170mila tonnellate l’anno: il cosiddetto «ossicombustore» Ansaldo. Una tecnologia che, secondo il presidente di Retiambiente nonché sindaco di Peccioli, Renzo Macelloni, «chiuderebbe» il ciclo producendo «perline vetrificate».
Il sindaco di Peccioli, che in queste settimane gode di grande visibilità mediatica, punta a fare di Retiambiente l’unico gestore dell’ATO Costa. Resterebbe fuori solo Belvedere Spa di Peccioli, public company di cui il Comune è il maggior azionista e che gestisce la mega discarica della Valdera.
A promuovere l’«ossicombustore» sarebbe Novatosc, società controllata all’85% da Belvedere. Retiambiente entrerebbe in Novatosc con il 34%. Secondo i critici, parte dei circa 130 milioni di euro di costo e il rischio d’impresa rischiano di ricadere sulla collettività, cioè sui Comuni soci e sui cittadini, probabilmente con aumenti in TARI, la tassa sui rifiuti.
Dal canto suo, anche il presidente di Retiambiente, Daniele Fortini, ha spinto per accelerare sul progetto, citando l’incendio alla DELCA di Lugnano – azienda di trattamento rifiuti di Vicopisano – come urgenza per nuovi impianti (in realtà, sono stati quattro gli incendi in aziende di rifiuti).
Legambiente segnala che non esistono impianti simili in Europa, solo un prototipo da 4-5.000 tonnellate all’anno a Gioia del Colle, mentre le cosiddette «perline vetrificate» non sono nell’elenco europeo dell’economia circolare. E, così, «il ciclo non si chiude». Inoltre, sempre secondo l’associazione, l’impianto è sovradimensionato: «La volontà è approvvigionarsi di rifiuti anche dal resto della Toscana e continuare a fare della Valdera la pattumiera della Toscana».
Nel frattempo, spiega sempre Repubblica, a dire no sono Pomarance, Capannori, Calci, San Giuliano e Viareggio. Contrarissimi M5S e Avs. Perplessa Casa Riformista. Divisioni nel PD: Giani è favorevole, ma molti sindaci dem temono il rischio sulle casse pubbliche. Pisa e Massa frenano per non rafforzare Peccioli e Macelloni.
Sempre Legambiente chiede a Macelloni «di rendere pubblici i dati sugli accantonamenti delle fidejussioni di Belvedere». E attacca proprio sulla presunta economia circolare e sul modello Peccioli: «Con un 35-36% di differenziata, Peccioli è uno dei peggiori di tutta la regione».
«Auspichiamo che l’assemblea dei sindaci e la Giunta regionale non diano il via all’ossicombustore: non chiude il ciclo, alimenta un modello di gestione dell’eccesso di rifiuti e continua ad accentrare gli impatti ambientali su Pisa e Valdera».

