La lotta contro IKEA e Uffizi paga, ma con Guardium la repressione aumenta. Ennesimo studentato in vista. La Firenze sui giornali di venerdì 3 luglio

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Ambivalenti le dinamiche fiorentino-pratesi che si stanno venendo a creare in questi giorni: su Sollicciano continuano quotidianamente a fuoriuscire marciume e intrighi (il Corriere Fiorentino rivela il diniego opposto all’assessore Monia Monni e al direttore generale dell’ASL per l’accesso alla sezione della salute mentale e alle celle, con l’ammissione della totale insufficienza dei 9 milioni promessi per la ristrutturazione del carcere), con l’ex provincia che calca la mano chiedendo di mandare dal capoluogo anche gli agenti insieme ai detenuti e non, tuttavia, senza il proprio scheletro dell’armadio del mese di ritardo dell’invio dei referti clinici concernenti il ragazzo honduregno trovato morto l’altro ieri. La Repubblica Firenze, in merito, aggiunge altri 16 giorni per la «segnalazione del racconto sul pestaggio» subito da Matute. Nel primo anniversario dell’incontro dei sindacati di polizia coi cittadini al Grand Hotel Adiatrico, le cui questioni affrontate non sono state neppure affrontate in questi 12 mesi, possiamo dire che al malgoverno si contrappongono, sullo stesso asse Firenze-Prato, le pratiche virtuose di un’opposizione sana: La Nazione Prato dà conto di un nuovo episodio della collaborazione attiva tra i consiglieri Bambagioni (Lista Schmidt) e Targetti (L’Alternativa C’è), riunitisi in una conferenza stampa con l’obiettivo di «far luce su consulenze Alia e buonuscite», nella fattispecie, rispettivamente, i 300.000€ in consulenze e il milione e 700mila euro devoluto all’AD Alberto Irace quando lasciò Acea, gravanti entrambi, in ultima analisi, sulle tasche dei fiorentini e dei pratesi. Anche dalle piazze giungono dimostrazioni che, come in questo caso, la lotta paga: ALES ha alfine ritirato i provvedimenti disciplinari contro i 28 lavoratori degli Uffizi che avevano partecipato allo sciopero del 12 giugno, informano Corriere Fiorentino e La Nazione Firenze, laddove da quest’ultima apprendiamo anche del respingimento del ricorso presentato da IKEA contro la condanna iniziale per la rimozione di gazebo e bandiere dei dipendenti in presidio tesserati FILCAMS CGIL, confermando quindi la «condotta antisindacale» dell’azienda. Si somma anche, sulle pagine del medesimo giornale, l’esposto dei residenti di Rovezzano contro il locale Lumen in via del Guarlone e contro il Comune, per disturbo della quiete pubblica e lesioni personali «conseguenti alla violazione del diritto al riposo», cui fanno da contorno «schiamazzi, traffico intenso, parcheggi irregolari e difficoltà di accesso per i mezzi di soccorso» e sullo sfondo di una «condotta omissiva» da parte del locale nella garanzia del rispetto della vita dei cittadini. La Repubblica Firenze e La Nazione Firenze, da parte loro, hanno raccolto diverse impressioni da Ponte al Pino, stavolta tutte negative e di contestazione verso l’assessore Giorgio, che invitano a un confronto di persona e sul campo in merito ai cantieri che nonostante le chiusure ermetiche vedono lo stesso mezzi parcheggiati abusivamente e incivili sfrecciare in monopattino e in bicicletta anche nei ristretti spazi della passerella. Dove saranno finiti tutti i negozianti, ora in «ansia», che volevano «avere pazienza» perché «i lavori vanno fatti» e credevano ciecamente alle promesse di «progresso e sviluppo» del regime funariano? Si illudevano come si illude chi pensa possano bastare le manifestazioni di cui sopra per stemperare l’arroganza del potere cittadino: dal Corriere Fiorentino ci giunge infatti notizia che proprio da Palazzo Vecchio sono scoccati «dodici no all’uso delle piazze storiche» per i mercatini in centro, che riguardano, tra le altre, San Marco, Santa Croce, Santissima Annunziata e pure via del Ponte alle Mosse. Repressione e controllo orwelliano si intensificano anche sul fronte della ZCS, dove dalla SaS si dà il numero “definitivo” di meno di 15.000 macchine ancora non registrate per i permessi parcheggio, e le cui verifiche in loco saranno effettuate mediante il sistema Guardium, informa La Nazione Firenze. Libertà totale, invece, per i grandi imprenditori degli studentati: sempre quest’ultima testata, insieme a Repubblica Firenze e al Corriere Fiorentino, ne riportano uno in arrivo a Firenze Nova, targato Nido Livensa Group, per la bellezza di 50 milioni di euro, e il Comitato Salviamo Firenze a denunciare che in realtà è solo il primo «albergo camuffato» di una serie di quattro, uno dei quali aprirà «al Lippi, in via Petrocchi, davanti alla scuola Fanciulli». Anche i ricchi “piangono”…ma, come dicono a Napoli, soprattutto fottono. (JCM)

 

In copertina: Copyright Fotocronache Germogli