Obiettivo «Open Plures»: fronte trasversale Firenze-Prato per trasparenza e riduzione spese. Per Irace buona uscita a 6 cifre?

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Prosegue il percorso di collaborazione tra Firenze e Prato per una «Open Plures». Oltre a tutta la stampa pratese, presenti l’ex assessore-sceriffo Aldo Milone e i rappresentanti degli alluvionati.

 

Un fronte trasversale a partire dall’impegno comune dei consiglieri civici Jonathan Targetti (L’Alternativa C’è) e Paolo Bambagioni (Presidente della Commissione Controllo del Comune di Firenze). Con un’apertura al dialogo vista l’insoddisfazione trasversale, come dimostrato dalla fronda dei sindaci, a tutti i territori, in primis Pistoia, Empoli e i 14 comuni ribelli. E un dossier su costi, gestione e criticità da consegnare ai Comuni soci.

«Una delle cose che appena insediata ufficialmente la Commissione Controllo e Garanzia – ha detto Targetti in conferenza stampa – è chiedere al presidente di organizzare subito una commissione congiunta tra Firenze e Prato per affrontare il tema di Plures. C’è stata l’assemblea dei soci lunedì, l’approvazione del bilancio ha fatto molto discutere. C’è un territorio pratese spaccato, con i comuni medicei – uno governato dal Centrodestra, uno dal Centrosinistra – che hanno votato contro. Quindi, una situazione di poca trasparenza e di agitazione sindacale. I sindacati chiedono la rimozione dei vertici e raccontano una situazione fuori controllo e sulla quale vogliamo fare chiarezza».

Targetti ha annunciato subito un atto a oggetto Alia-Plures: «I vertici di Plures sono stati congelati fino a fine settembre. L’attuale amministratore delegato di Plures, Irace, quando venne via da ACEA, fu liquidato con una buona uscita da un milione e settecentomila euro. Chiediamo formalmente al primo cittadino di venire in consiglio comunale a riferire, nel caso in cui ci sia una trattativa in corso per una buona uscita, visto che i cittadini negli ultimi anni hanno pagato aumenti sensibili del 7-8%. Vogliamo capire se esiste una trattativa per una buona uscita e se esiste, a quanto ammonta questa buona uscita».

«Un’altra novità riguarda anche il coinvolgimento di Pistoia. C’è l’idea di creare un fronte, di creare una sorta di comitato trans-cittadino e trans-partitico che va oltre gli steccati dei partiti e ideologici – ha aggiunto Targetti -. E c’è la volontà di creare un luogo di confronto permanente, di analisi e di lavoro, affinché Plures e partecipate siano argomenti trasparenti. E quindi in seconda battuta, una volta che Prato e Firenze avranno formalizzato questo inizio di percorso insieme, allargare anche la discussione anche a Pistoia, anche a Empoli».

«Plures è nata per fare investimenti e ridurre le tariffe. Ha completamente sbagliato strada – ha aggiunto Bambagioni -. Stanno aumentando le tariffe, non stanno arrivando gli investimenti, ma cosa ancora più grave, si cerca in qualche maniera di scaricare nelle tariffe dei cittadini le loro inefficienze e anche le spese non di competenza». Bambagioni, da presidente della Commissione Controllo, ha condotto un lavoro di analisi dal 2024 ad oggi, portando alla luce la situazione debitoria.

Bambagioni è tornato a sollevare il caso delle spese, ritenute inammissibili da ATO Toscana Centro, per consulenze: «Alia-Plures agisce in regime di monopolio. Da cosa così giustificati questi costi?». Perplessità sulla Taric: «Fino ad oggi, con la Tari, sono costretti, a presentare gli aumenti in Consiglio comunale. Con la Taric rischia di sfuggirci di mano, donde la protesta dei territori che già sono passati alla Taric». «Non ha senso prendere i dividendi – secondo Bambagioni – quando le tariffe per cittadini aumentano: un sindaco dovrebbe in primis impuntarsi per far abbassare. È immorale, questo, come è immorale mandare i rifiuti in altre regioni». «Ora, lavoriamo affinché i Comuni soci siano informati e possano imporre una svolta», ha concluso Bambagioni.

Insomma, la battaglia va avanti.