Caso Montedomini e affitti brevi, Santarelli: «Censiscono le proprietà dei fiorentini, ma sulle loro è silenzio assoluto. È inconcepibile»

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Il consigliere del Gruppo Misto-Noi Moderati denuncia la mancata risposta dell’assessore alle richieste di chiarimento sul numero degli immobili pubblici destinati agli affitti turistici

 

Il caso Montedomini torna ad accendere il confronto politico in Consiglio comunale, dove il consigliere del Gruppo Misto-Noi Moderati Santarelli punta il dito contro l’assessore Andrea Bettarini, accusandolo di aver evitato di rispondere nel merito delle richieste avanzate sulla destinazione del patrimonio immobiliare pubblico agli affitti turistici.

Al centro della polemica c’è una domanda di attualità presentata dal consigliere dopo le vicende che hanno coinvolto Montedomini, società partecipata dal Comune, chiamata a chiarire quanti immobili siano oggi destinati a uso turistico-ricettivo, quando siano stati autorizzati e quale sia la situazione nelle altre società partecipate. Secondo Santarelli, però, dall’assessore sarebbe arrivata soltanto una risposta di carattere politico, senza alcun elemento concreto. “L’Assessore ha risposto che l’amministrazione è molto chiara nella sua linea politica. Nulla ha invece risposto in merito alle seppur precise domande; silenzio assoluto, nessun numero, nessun dato, nessun censimento, nessuna chiarezza”.

Da qui l’accusa di una gestione non trasparente del patrimonio immobiliare pubblico e di una mancata conoscenza del quadro complessivo degli immobili comunali destinati all’accoglienza turistica: “L’amministrazione non ha né contezza né chiarezza nel condividere quello che è un suo dovere: i dati relativi al patrimonio pubblico immobiliare”, afferma ancora il consigliere, che allarga poi il ragionamento al dibattito politico sulle politiche abitative e sull’idea di censimento delle proprietà sfitte voluta dalla Giunta PD, sostenendo che “chiaro è l’intento di radicare un regime con mappatura del patrimonio privato con richiesta chiara di procedere alla requisizione”. La conclusione è un nuovo affondo nei confronti della giunta: “Preoccupa che un’amministrazione, nonostante lo scandalo, non abbia una mappatura e un censimento dei suoi beni”, rilanciando così la richiesta di dati puntuali e di piena trasparenza sulla gestione del patrimonio pubblico destinato agli affitti turistici.