Con un’esternazione che sembra superare le stesse opposizioni per “radicalità”, e superando ciò che fino a dieci giorni fa pareva impensabile, AVS-Ecolò torna a esprimersi sul caso Montedomini chiedendo addirittura, è quanto leggiamo su La Repubblica Firenze, un cambio dei vertici non solo dell’ASP, ma pure di Casa SPA, gestita dal predecessore di Frittelli, Luigi Paccosi. Altri settori, come il volontariato, i problemi li hanno invece alla base: a La Nazione Firenze è affidato lo sfogo del presidente del Coordinamento delle Misericordie Area Fiorentina, che ricorda come la linea di demarcazione sia stata tracciata dal Covid. Oggi, a fronte di un aumento di bisogni e costi di gestione, mancano «braccia, mezzi e risorse». Quelle stesse risorse che l’ASL cerca di procacciarsi inviando ben 50.000 avvisi di pagamento a chi non si è recato, per un qualsiasi motivo, a una visita prenotata ma non disdetta, come ha scoperto La Repubblica Firenze, comunque la metà rispetto all’anno scorso. Stesso obiettivo, ma in maniera decisamente più sordida, si è posto il Comune nei confronti di una signora invalida, multata di 14.000€ e bocciatole il ricorso per un ritardo nella comunicazione del numero del permesso per entrare in ZTL (La Nazione Firenze). Cifre ugualmente da capogiro si registrano sul fronte dei mutui, laddove, secondo l’Osservatorio Facile.it-Mutui.it ripreso da La Repubblica Firenze, la richiesta media ammonta a 158.000€, rendendo Firenze la provincia toscana dagli importi più alti. Ma i rincari graveranno anche sui Comuni, che pensavano di aver trovato la gallina dalle uova d’oro col PNRR e invece dovranno spendere di più per gestire le opere realizzate con quei fondi, prevedendosi un «aggravio del 2.6% sui bilanci», 123 milioni in più, secondo l’IRPET, cui si rifà la medesima testata sopracitata. Continua la tregenda di Ponte al Pino, cui molta attenzione hanno dedicato sia La Repubblica Firenze che La Nazione Firenze e La Nazione Arezzo, i cui lavori sono entrati nella seconda fase, tra «cambi d’orario e navette sostitutive» che caratterizzeranno «la settimana più difficile», coi treni fermi fino a giovedì e gli immancabili «ritardi e disagi per i pendolari». In questo pandemonio, apprendiamo anche, in una cornice vagamente satanista o mafiosa, di un «caprone ucciso e fatto a pezzi» originariamente appartenente al rifugio Chico Mendes e ritrovato in una botola che, ritiene La Nazione Firenze, «difficilmente fa pensare che possa esserci caduto dentro da solo». Altrettanto complicate saranno le perizie e l’autopsia, giacché la carcassa era già in avanzato stato di decomposizione: il bollettino di guerra fiorentino non si fa mancare nulla. (JCM)
In copertina: Copyright Fotocronache Germogli


