La questione morale di Montedomini, esposto di Salviamo Firenze: «Serve trasparenza, e perché Funaro si identifica con le scelte di Frittelli-Paccosi?»

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Mentre Frittelli adombra azioni legali, Salviamo Firenze va in Procura.

 

Non si chiude con la tesissima audizione in Commissione Controllo il caso Montedomini. Anzi. Salviamo Firenze ha presentato oggi un esposto alla Magistratura «su una serie di fatti emersi in questi 15 giorni» legati alla gestione degli immobili destinati ad affitti brevi.

«La questione morale – afferma il portavoce Massimo Torelli, citando il compianto segretario del PCI – non è un concetto astratto: è il banco di prova di ogni amministrazione. La moralità pubblica non può essere separata da quella privata, perché una politica che tradisce la fiducia dei cittadini tradisce sé stessa».

«Quello che è emerso in città rende attualissime quelle parole – spiega Torelli –. Noi facciamo quello che diciamo, sembra normale ma non lo è. Ed oggi abbiamo presentato l’esposto».

Nel documento inviato alla Procura, si ricostruisce la vicenda e si segnalano nello specifico:

  1. Gli avvisi che permettevano lo svolgimento di affitti brevi e la «scarsissima» partecipazione;
  2. Il dossier sulle assegnazioni di via Guelfa 83, «il caso più rilevante», ma anche via Guelfa 81 e via Guelfa 77;
  3. I casi di via Maccari 101 e 103;
  4. La mancata seduta pubblica per l’apertura delle buste;
  5. La mancata pubblicità delle assegnazioni e «carenza di trasparenza».

«Oltre a ricostruire la vicenda abbiamo segnalato delle situazioni specifiche alla Magistratura, sperando che le valuti meritevoli di attenzione».

Per Torelli, però, il problema non si ferma ai 10 immobili emersi: «La domanda delle domande è: e gli altri 240? Chiediamo di valutare come Montedomini ha gestito il suo enorme patrimonio immobiliare, chi li ha e a quale prezzo, chi ha deciso e come e quando, quale la gestione degli avvisi e la trasparenza degli atti».

L’esposto di Salviamo Firenze mette al centro anche le responsabilità politiche. «Con questa sfida, non giuridica e formale, deve confrontarsi la sindaca Funaro, vista la sua totale identificazione con l’operato del già presidente Paccosi e dell’attuale presidente Frittelli», incalza. E poi ancora: «All’avv. Frittelli domandiamo solo e soltanto perché si trova ancora al suo posto dopo tutto quello che è emerso. La sua permanenza alla presidenza sta creando un danno alla credibilità di Montedomini, di Firenze».

«Alla sindaca Funaro chiediamo – prosegue Torelli – perché preferisca tutelare Paccosi e Frittelli, da lei nominati nel consiglio d’indirizzo dell’Ente Cassa di Risparmio».

Torelli rilancia: «Anche eventualmente per poter dire ai cittadini che è stato tutto legale. Però se anche tutto fosse stato corretto, citando Berlinguer, bisogna essere chiari: ciò che è emerso mostra un enorme tema di questione morale, noi ne siamo convinti».

In più, nelle ultime ore il presidente di Montedomini, avv. Frittelli, ha parlato di possibili azioni legali per risarcimento danni per le offese ricevute, usando l’espressione: «Quando colpisci il portafoglio di chi ti offende cambiano registro, è per educarli. Ogni risarcimento sarà usato per dare spazi ai nostri ospiti».

Netta la replica di Torelli: «Sui riferimenti storici dell’uso educativo lasciamo a voi la facile ricostruzione. Noi abbiamo avuto il merito di fare emergere un caso di enorme rilievo. Capisco che per l’avvocato è una colpa grave».

«A pensarci bene, se parla di me e di noi, la causa che minaccia l’avv. Frittelli può essere un’occasione per fare un’operazione trasparenza in pubblico. Saremmo felici di potere chiamare come persone informate Nardella, Renzi, Funaro, Paccosi, Frittelli, Gori e tanti altri fino a Fagnoni, i tecnici, i revisori, i cittadini un tempo negli immobili di Montedomini, i vari nominati in tanti enti e chi li ha nominati. Sono e siamo tranquilli. Ogni giorno ha la sua pena, la nostra è certamente inferiore».