di Ugolino da Maiano
Il ciclismo è ancora una delle grandi passioni dei fiorentini, anche dei più distratti, sicché non ha deposto a favore presentarsi con una maglia nera in un contesto ufficiale. Trattasi di quella maglia che un tempo epico veniva data all’ultimo corridore in classifica del Giro d’Italia. L’ultimo. Invece lo spericolato avvocato salentino Maurizio Frittelli, nato a Galatone in provincia di Lecce, se ne è fregato e ha osato presentarsi in una mise nera mentre era videocollegato dal suo studio di via Masaccio con la Commissione Controllo per rendere conto della gestione di Montedomini. Una tecnica per non farsi notare sugli schermi? Ci provava anche il disneyano Macchia Nera a sparire così nei fumetti. Ma con scarso esito. Lo schizzo di colore sospetto – nostalgico del ciclismo o del Ventennio? Dilemma… – non è sfuggito alla fronda crescente che si agita dentro Palazzo Vecchio e che, ahiloro, avrebbe preferito osservargli addosso almeno una camicia rossa, mica nera, almeno per empatia col compagno D’Alema che ormeggia la barca a Gallipoli, a 13 km da Galatone. Pazienza, d’altronde è gente di mare, vorrà dire che i delusi del resort di piazza della Signoria quanto a colore si dovranno accontentare della chioma rossa della Sandrona. Sicché Frittelli, si diceva, occhiuto e ricurvo, a tratti reticente, a tratti puntuale, in altri momenti vagamente resiliente come lo si potrebbe essere a un’assemblea di condominio, a un certo punto dell’audizione ha minacciato, con linguaggio intimidatorio, querele e risarcimento danni in sede civile contro mezza città. Frittelli contro tutti. Perbacco. Si fa presto a dire “causa”, solo a contare tutti quelli indignati sui social dall’opaca gestione del patrimonio di Montedomini sai quanto tempo ci vuole, e poi vanno fatti identificare. Un lavorone. Ma, ci perdoni, avvocato: errore, errore, maximo errore politico, minacciare querela a Firenze e dintorni, ancora non siamo né Salento né Napoli, mica è cosa furba, qui si sa di cosa si parla.
Subito il pronto Massimo Torelli, fede rossa & mani pulite, ha esultato combattivo col suo comitato Salviamo Firenze, sputtanando la faccenda. Se Frittelli querela, ha comunicato, ci sarà battaglia e sarà casino termonucleare. Torelli – mica una mammoletta come Palagi, nato in Unione Sovietica – citerà come persone informate sui fatti tutti, ma proprio tutti. Renzi, Nardella, l’ineffabile strizzacervelli Funaro, ovviamente prezzemolino Paccosi e con lui un pezzo largo di Comunione e Liberazione fiorentina ormai divenuto club laicista per il libero scambio che i rossi della via Pal potranno finalmente annientare. E poi commercialisti, revisori dei conti, gli inquilini che erano negli alloggi di Montedomini, i casieri, gli Architetti più o meno somewhere nell’universo, i negozianti della strada, le puttane e – perché no? – i militari delle ex caserme. E pure l’assessore Paulesu pronipote di Antonio Gramsci (davvero, incredibile a dirsi). Nei processi si entra testimoni e si può diventare imputati: do you remember Mario Vanni? Ma forse – da Gramsci a Comunione e Liberazione – sarebbe troppo scandalo e il compagno Torelli con le toghe rouges garantira l’immunità per motivi dinastici a Paulesu medesimo.
Dramma Renzi in tutto questo: dovrà disdire i consigli di amministrazione in giro per il mondo, dagli Stati Uniti a Israele per deporre al processo, maremma che palle…
Un capolavoro politico all’incontrario – la minaccia temeraria di Frittelli – che rivela, in fondo, l’intenzione espressa dal suo look nero. Non gaffe per ignoranza in materia sportiva, ma sospettabilissima voglia di randellare nei tribunali, territorio che ritiene friendly, chi si oppone al Disegno Predatorio in atto su Firenze. Però non ci torna: Frittelli, il suo compito politico e tecnico, da legittima “testa di legno”, era di schermare, non gettare benzina sul fuoco e sollevare altro polverone. E se ora Darietto si inkazza? E questo si è pure presentato in camicia nera! (Ciao Sara, dove è Kata?)



