La guerra dei rifiuti in Toscana: spaccature nel “campo largo”, Macelloni (Peccioli) non molla l’ossicombustore

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Tensioni tra Pd, M5S e sinistra su piano industriale e ossicombustore. Macelloni: «Impotenza strategica».

 

La guerra sui rifiuti rischia di far saltare il “campo largo” anche in Toscana. E stavolta il campo di battaglia è Retiambiente, il colosso pubblico che gestisce i rifiuti per un centinaio di Comuni tra Pisa, Livorno, Lucca e Massa Carrara. A raccontarlo è La Nazione di oggi, che parla di divisioni sempre più profonde tra Pd, 5 Stelle e sinistra proprio dentro l’azienda.

Al centro dello scontro ci sono due punti: la scelta del nuovo presidente dopo l’addio di Daniele Fortini e il piano industriale appena approvato. Un piano che secondo il sindaco di Peccioli, il dem Renzo Macelloni, sarebbe zoppo.

«Il piano industriale, privato dell’impianto di ossidazione termica, rende di fatto impossibile per Retiambiente chiudere il ciclo dei rifiuti, mettendo la società in una posizione di impotenza strategica», attacca Macelloni.

A Peccioli dovrebbe nascere proprio l’ossicombustore e il sindaco non manda giù i tentennamenti. Critica anche chi parla di «rifiuti zero»: «è uno stato dell’anima», dice, facendo infuriare Legambiente e anche parte del Pd.

Dall’altra parte della barricata Dario Danti, segretario regionale di Sinistra Italiana, rilancia: «È arrivato il momento di discutere finalmente di ciò che finora è mancato: l’indirizzo politico». E affonda: «Se crediamo davvero nel campo largo, dobbiamo iniziare a praticarlo quando si costruiscono le decisioni, non solo quando si chiedono i voti». Per Danti prima di pensare a nuovi impianti bisogna «valorizzare quelli esistenti» e investire nel «revamping» e nelle tecnologie migliori.

Macelloni non ci sta e rilancia: «Volete riaccendere gli inceneritori di Pisa e Livorno? Io sono contrario ma è una posizione politica, discutiamone».

La partita per ora si gioca tra Livorno, Pisa e Regione. Ma gli equilibri sono fragilissimi e, scrive La Nazione, «rischiano di arrivare dritti nelle stanze dei bottoni fiorentine».

In ballo ci sono anche i nomi del nuovo vertice: in corsa l’amministratore unico di Aamps Aldo Iacomelli, indicato da Livorno, e il veneto Walter Giacchetti, “pupillo” del M5S.