Lo “strano” attivismo di Macelloni (sindaco Peccioli) e quella voglia di ossicombustore. La Valdera sempre più discarica della Toscana?

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Nei giorni scorsi il sindaco di Peccioli, Renzo Macelloni, è stato molto presente su stampa, TV e radio locali.

 

La sua proposta è eliminare tutte le società operative sui rifiuti per fare di Retiambiente – di cui è presidente – l’unico gestore dell’ATO Costa. Resterebbe fuori solo la Belvedere di Peccioli, public company di cui il Comune è il maggior azionista.

Punta poi al cosiddetto «ossicombustore» da 170.000 tonnellate annue che «chiuderebbe» il ciclo dei rifiuti producendo «perline vetrificate».

Ma, fa notare Legambiente Valdera, ci sono due criticità:

  1. Non esistono impianti simili in Europa, solo un piccolo prototipo a Gioia del Colle da 4-5.000 ton/anno, già chiuso in anticipo;
  2. Le «perline vetrificate» non sono nell’elenco europeo dell’economia circolare: il ciclo non si chiude.

La sovraesposizione mediatica ha prodotto un risultato: il 19 giugno la conferenza dei servizi ha dato il via libera all’ossicombustore. L’impianto è sovradimensionato per l’ATO Costa: «la volontà è approvvigionarsi di rifiuti anche dal resto della Toscana e continuare a fare della Valdera e della Provincia di Pisa la ‘pattumiera della Toscana’», che già smaltisce oltre metà dei rifiuti regionali.

Il 29 giugno l’Assemblea di Retiambiente dovrebbe approvare il Piano Industriale che include l’ossicombustore. Anche il presidente di Retiambiente, Daniele Fortini, ha spinto sull’accelerazione citando l’incendio alla DELCA di Lugnano.

L’impianto è promosso da Novatosc, controllata all’85% da Belvedere. Retiambiente entrerebbe in Novatosc con il 34%. «Ciò vuol dire che parte dei circa 130 milioni di euro di costo e il rischio d’impresa si redistribuiranno sulla collettività», cioè sui 100 Comuni soci di Retiambiente e sui cittadini dell’ATO Costa. Un impianto senza precedenti che graverà sui costi collettivi, probabilmente sulla TARI.

Macelloni ha polemizzato con chiunque abbia messo in dubbio le sue idee. Ha criticato il consigliere regionale Federico Eligi, contrario alla proroga che porta i rifiuti fiorentini a Peccioli, invitandolo ad «andare a studiare di più prima di parlare». Ha attaccato il sindaco di Pisa e dissentito con Capannori, comune virtuoso all’88% di differenziata, mentre Peccioli è fermo al 35%. «Probabilmente Macelloni considera il ‘modello Capannori’ un’esperienza utopistica e senza futuro!», punge Legambiente.

In una diretta radio ha accusato Legambiente Valdera di «crucciarsi perché non riceve contributi dalla Belvedere». Precisiamo: «È vero che Belvedere non dà e non ha mai dato contributi a Legambiente Valdera, ma è perché nessuno del nostro circolo glieli ha mai chiesti. Non li chiediamo a nessun gestore, per evitare conflitti d’interessi».

Legambiente Valdera si è opposta al raddoppio della discarica Ecofor, ha sollecitato l’impianto dell’organico di Geofor, si è occupata della bonifica della discarica del Tiro a Segno di Navacchio. «Ci sosteniamo con volontariato e passione per tutelare territorio, ambiente e salute. Comprendiamo che questo concetto possa risultare alieno a chi è solo abituato a fare business, ma… tant’è!»

«Se proprio vuole darci qualcosa, caro Macelloni, renda pubblici i dati sugli accantonamenti delle fidejussioni di Belvedere spa – incalza l’associazione -. Smetta di dare lezioni di rifiuti agli altri sindaci, con un comune che, col 35-36% di differenziata, è uno dei peggiori di tutta la regione».

«Auspichiamo – termina la nota di Legambiente Valdera – che l’assemblea dei sindaci di Retiambiente e la Giunta regionale ripensino il piano e non diano il via all’ossicombustore: non chiude il ciclo, alimenta un modello di gestione dell’eccesso di rifiuti, non riduce alla fonte né favorisce il recupero. Si continua ad accentrare gli impatti ambientali su Pisa e Valdera, zona che ha già pagato un elevato tributo ambientale».