A proposito di Peretola, cosa intende fare la Prato della “nuova stagione”?

Sailko Wikimedia Commons https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Aeroporto_di_firenze_02.JPG

Condividi sui social

di Filippo Boretti (architetto)

Matteo Biffoni vuole davvero contrastare il nuovo aeroporto oppure no? A Prato si dichiara contrario.

Giovedì, Partito Democratico, Lista Biffoni Sindaco e Alleanza Verdi e Sinistra hanno fatto approvare in Consiglio comunale una mozione che impegna l’Amministrazione a sostenere il contenzioso davanti al TAR. Ma Firenze e la Regione seguono una direzione opposta. Nel programma regionale il potenziamento di Peretola viene presentato come una scelta necessaria per il sistema aeroportuale toscano, insieme alla crescita di Pisa.

La contraddizione, dunque, non è fra maggioranza e opposizione pratese.

È anzitutto interna al centrosinistra: fra Prato e Firenze, fra il PD locale e quello regionale; e attraversa anche AVS, che sottoscrive la mozione a Prato ma deve spiegare quale iniziativa concreta intenda assumere nelle sedi in cui l’opera viene realmente decisa.

Non basta recitare una contrarietà locale mentre altrove il progetto procede.

Se Biffoni ritiene ancora possibile fermare l’opera, deve condurre davvero la battaglia: nel proprio partito, nei confronti del presidente Giani, in Regione e nel rapporto con Firenze. Deve dire quali iniziative intenda assumere e quale risultato politico pensi concretamente di ottenere.

Se, invece, sa che la battaglia è sostanzialmente perduta – e che anche un eventuale successo davanti al TAR potrebbe modificare o rallentare il procedimento senza necessariamente cancellare l’opera – dovrebbe avere il coraggio di riconoscere lo scenario e aprire una trattativa nell’interesse di Prato.

Non gli si chiede di diventare favorevole alla pista. Gli si chiede di scegliere fra due posizioni politicamente serie: contrastare davvero oppure negoziare con la schiena dritta.

Negoziare significa pretendere garanzie ambientali e sanitarie verificabili, monitoraggi pubblici, regole sulle rotte e sulle fasce orarie, interventi strutturali per gli abitati interessati. Ma significa anche riportare Prato nella discussione sulla Declassata, sul nuovo casello A11 per il Macrolotto 1, sulla SR325 e sui collegamenti con Montemurlo, il Mugello e l’A1, sul potenziamento ferroviario, sull’alta velocità e su un vero sistema di mobilità della Piana.

Queste non sono contropartite con le quali acquistare il consenso della città. Sono le condizioni perché Prato torni a partecipare alla programmazione infrastrutturale della Toscana centrale.

È questo che Biffoni deve chiarire.

La mozione rappresenta una reale opposizione alla linea regionale oppure serve soprattutto a mostrare all’elettorato pratese che qualcosa è stato fatto, senza disturbare davvero Firenze?

Non abbiamo elementi per affermare l’esistenza di un’intesa preventiva fra Biffoni e Giani. Ma la dinamica politica consente di formulare una domanda legittima: molto rumore a Prato, nessun disturbo a Firenze?

Sarebbe questa la soluzione peggiore: far vedere di opporsi senza condurre una battaglia reale; fingere di tutelare la città senza negoziare nulla; lasciare che l’opera proceda e, alla fine, tentare di attribuirne la responsabilità alle opposizioni, che non governano né Prato né la Regione e non dispongono delle leve necessarie per decidere.

Biffoni dica dunque con chiarezza quale strada intenda seguire. Perché non si può essere contrari a Prato e irrilevanti a Firenze.