Patrimonio netto a -900mila euro. La delibera evidenzia una situazione «gravemente compromessa». E si valuta di chiedere soldi ai consorziati…
Il Consorzio “Opere di Misericordia” della Confederazione Nazionale delle Misericordie non ha pace. Il 10 luglio scorso l’assemblea dei soci, si apprende da una ricostruzione di Alessandro Romiti (penna di Linea Libera), ha azzerato la governance e nominato un nuovo Consiglio di Amministrazione a 3 per cercare di ripianare un buco stimato in circa 1 milione di euro.
A guidare la nuova gestione sarà Stefano Ragghianti, commercialista lucchese già commissario alla Misericordia di Pisa, che aveva rassegnato le dimissioni da Amministratore Unico. Con lui entrano Gianluca Staderini, direttore generale della Confederazione, e Filippo Pratesi, direttore della Federazione Regionale Toscana. L’incarico è a titolo gratuito fino all’approvazione del bilancio al 31/12/2027.
I numeri sono impietosi: meno 200mila nel 2025 e patrimonio a picco. È quanto emerge dalla delibera approvata all’unanimità dai 25 soci presenti, in seconda convocazione, nella sede di via dello Steccuto a Firenze. Il documento non lascia spazio a dubbi: per l’esercizio 2025 è attesa una perdita di circa 200.000 euro, «riconducibile a criticità gestionali e strutturali». Il patrimonio netto risulta in negativo per circa 850.000 – 900.000 euro, «configurando una situazione di rilevante squilibrio patrimoniale».
La situazione viene definita «gravemente compromessa sotto il profilo economico, finanziario, patrimoniale e gestionale derivante anche da esercizi precedenti» e il riequilibrio «non appare conseguibile mediante la sola gestione ordinaria». Per questo l’assemblea parla di «misure straordinarie di sostegno, incluso l’eventuale finanziamento da parte dei consorziati».
Il mandato al nuovo CdA: tagli, crediti e possibile passaggio ai soci
Al triumvirato Ragghianti-Staderini-Pratesi l’assemblea ha dato 8 mesi di tempo per fare pulizia. Tra i compiti: analisi di tutte le attività per capire quali tenere e quali passare ai consorziati «per evitare sanzioni»; riduzione dei costi di consulenze, affitti e personale; riscossione immediata dei crediti e pagamento di stipendi, INPS e fornitori. Se alcune attività non potranno essere chiuse, il CdA dovrà presentare entro breve un bilancio di previsione 2026 con la richiesta di contributi ai soci per coprire le perdite.
Previsti anche aggiornamenti mensili ai consorziati e l’approvazione rapida del bilancio 2025.
L’assemblea è durata un’ora, riferisce il sempre informato Romiti. Dopo l’intervento di Marco Bitossi per la Confederazione, che ha proposto la nuova governance, hanno parlato a favore Gabriele Brunini e Fabrizio Sestini. Voto finale: 25 favorevoli, 0 contrari.
Tra i presenti anche nomi noti della galassia Misericordie: Alberto Corsinovi, Viviana Viviani nominata segretario, Pietro Grossi.
Il Consorzio gestisce servizi per conto delle Misericordie e riceve contributi pubblici da Regione e Stato. La stessa delibera ammette che senza aiuti esterni sarebbe difficile andare avanti. E la rete è ampia: secondo i documenti disponibili, infatti, attorno alla Confederazione gravitano altre società come Formise per la formazione, Finso e Fincare. Tutte con sedi e amministratori che si incrociano.
Resta da capire da dove arriveranno i soldi per coprire gli 850mila euro di patrimonio negativo.

