La maggioranza rivendica la cancellazione dell’attività turistico-ricettiva solo per i futuri studentati; l’opposizione replica che così si sanano di fatto tutti quelli in funzione, e ricorda che la facoltà dei 60 giorni fu introdotta nel Piano Operativo dalla giunta Nardella nel dicembre 2023
Oggi la sindaca Funaro annuncia la stretta sugli studentati — basta con i sessanta giorni di attività turistico-ricettiva concessi agli studentati privati, stop alla trasformazione automatica del direzionale in residenza per studenti — e la formula con cui la sintetizza, «gli studentati devono fare gli studentati», viene rilanciata quasi con le stesse parole dai consiglieri di AVS-Ecolò Caterina Arciprete, Giovanni Graziani e Vincenzo Pizzolo.
Ma poche ore dopo il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia diffonde una nota che alla stretta non oppone il merito ma la data: “Guarda caso, lo annunciano solo dopo che il 21 luglio scorso Fratelli d’Italia ha trasmesso alla Direzione Urbanistica per il rilascio del consueto parere istruttorio una proposta di variante al Piano Operativo per eliminare del tutto tale facoltà”, scrivono la capogruppo Angela Sirello e il consigliere Matteo Chelli, secondo i quali “la presa di posizione della maggioranza appare, pertanto, tardiva, opportunistica e incoerente con le iniziative intraprese sino ad oggi”.
L’antefatto però è vecchio di quasi tre anni: fu la giunta Nardella nel dicembre 2023 a introdurre nel Piano Operativo l’articolazione oggi contestata, per cui l’operatore disposto a vincolare per almeno vent’anni una quota non inferiore al 30% di posti letto a canone agevolato acquisiva il diritto a sessanta giorni all’anno di attività turistico-ricettiva, con una precisazione allora poco commentata e oggi decisiva: la disciplina valeva anche per gli studentati già attivi; il 7 luglio 2025 il Consiglio comunale ha approvato il regolamento attuativo, ed è a quel voto che Sirello e Chelli tornano per l’accusa di incoerenza, liquidando la soglia del 30% come “un obbligo che non risulta mai ottemperato” e le norme dell’amministrazione come “del tutto inefficaci”. Già in aprile Cecilia Del Re e Leonardo Calistri di Firenze Democratica segnalavano strutture che promuovevano online camere per turisti tutto l’anno, e pochi giorni fa Dmitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune ha contato sei ricorsi al TAR contro il Comune; resta il punto che nessuno scioglie, ed è quello della parentesi del comunicato — la stretta riguarderebbe “esclusivamente i futuri studentati (sanando di fatto tutti quelli già esistenti)” — perché se vale solo per il futuro, chi i sessanta giorni li ha già acquisiti se li tiene, e il provvedimento arriva a mercato ormai costruito; Fratelli d’Italia chiude auspicando non che la propria variante venga discussa, ma che venga approvata a settembre: sarà quello, più delle dichiarazioni d’agosto, il momento in cui si capirà se la convergenza sul principio regge anche sul dispositivo.


