Niente abbattimento totale. Ma sì all’abbattimento delle terrazze. È questo il piano preannunciato dalla Giunta Funaro per il ponte da Verrazzano. Un intervento che rischia di ripetere gli errori del Ponte Vespucci e di cancellare la firma architettonica di Leonardo Savioli. Durissime le reazioni dall’opposizione.
«Mancano le spalle. Come al Vespucci». A lanciare l’allarme è Massimo Sabatini, lista civica Eike Schmidt. «L’operazione preannunciata per il ponte da Verrazzano parla di una serie di interventi sull’impalcato, ma manca di un’indicazione esplicita di ciò che verrà fatto sulle spalle del ponte», attacca Sabatini.
Il riferimento è diretto al Ponte Vespucci. «Proprio le spalle del ponte sono quelle su cui è crollata ogni stima di tempi del Ponte Vespucci, tuttora alle prese con la ristrutturazione dopo sette anni. In occasione dei lavori del Ponte Vespucci fu inizialmente pensato a intervenire sull’impalcato e solo a lavori conclusi ci si è accorti delle necessità che presentavano le spalle del ponte». Tradotto: errore di pianificazione e notevole ritardo, con costi aggiuntivi.
E ieri? «Nessuno ha esplicitamente parlato delle spalle del ponte da Verrazzano, che ricordiamo essere il capolavoro di Savioli tutelato dalla Soprintendenza. Un elemento chiave che merita un’attenzione ad hoc, vuoi per il ruolo strutturale, vuoi per l’eventuale impatto sui tempi».
«Solo quando sarà pronto il progetto esecutivo, si potrà capire anche questo aspetto, a meno che non lo chiarisca qualcuno. Visto che ieri non se ne è parlato», insiste il consigliere civico.
Ancora più dura Firenze Democratica. Con Cecilia Del Re e Roberto Visciola il giudizio è politico ma anche culturale. «Abbattimento del ponte scongiurato, pericolo scampato: pare questa la posizione espressa ieri dall’amministrazione comunale dopo aver tirato un sospiro di sollievo a seguito degli esiti delle indagini tardive effettuate sul ponte da Verrazzano», scrivono.
«Una narrazione che ci pare però fuorviante: i lavori annunciati saranno comunque significativi, sia per costi che per durata, con aggravio dei disagi per la cittadinanza e le attività della zona», fanno notare.
Il punto però è un altro. «Ci teniamo ad evidenziare come un abbattimento sia in realtà previsto, ed è quello delle terrazze panoramiche laterali, elemento stilistico più importante del ponte progettato dall’architetto Leonardo Savioli, allievo di Michelucci e tra i principali esponenti della cosiddetta “Scuola Toscana”».
Per Del Re e Visciola quelle terrazze non sono un dettaglio. «Pensate come piccoli teatri all’aperto affacciati sull’Arno e distanziati dal traffico, rappresentano la firma architettonica di Savioli e il suo intento di ricucire il rapporto tra città e fiume».
Eliminandole «si cancella non solo una parte essenziale dell’opera, ma anche un valore culturale e urbano che ha contribuito a definire l’identità moderna di Firenze».
L’attacco finale è alla visione della città. «La previsione del loro abbattimento con la sostituzione di una struttura metallica leggera evidenzia la difficoltà della nostra città nel valorizzare l’architettura moderna, e nel riconoscere il valore del dialogo tra spazio urbano e paesaggio fluviale».
Da qui la richiesta: «Si auspica che la Soprintendenza intervenga con determinazione per impedire la demolizione delle terrazze e garantire il mantenimento di questa parte storicamente significativa del Ponte da Verrazzano. Difendere l’opera di Savioli significa difendere la memoria architettonica contemporanea di Firenze e la sua capacità di guardare al futuro senza rinnegare il proprio patrimonio».


