Tra promesse e propaganda l’ecocidio continua e il campo largo scricchiola. La Firenze sui giornali di lunedì 24 agosto

rovezzano

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Tentativi di unità bipartisan nel ricordo di Oriana Fallaci, della cui scomparsa ricorrerà tra poche settimane il ventesimo anniversario: le 331 firme, diventate secondo La Nazione Firenze e Il Tirreno Firenze già 340, sono finite loro malgrado al centro delle mire di Giani volte a intestarsi la rivendicazione di una riqualificazione del piazzale che porta il nome della controversa scrittrice. Tra queste, tuttavia, vi è anche quella del vicepresidente del Consiglio comunale, Alessandro Draghi (FdI). Molta meno unità c’è, paradossalmente, nel campo largo, laddove la nomina dell’infermiere Giovanni Grasso come commissario straordinario dell’Agenzia Regionale di Sanità da parte dello stesso Giani ha suscitato non pochi malumori sia tra la fazione piddina facente capo a Gianassi, sia in seno ad AVS. Il consigliere Stella (FI) addirittura definisce il primo «completamente delegittimato», poiché mancante, a loro dire, della «necessaria esperienza nel mondo sanitario pubblico», oltreché nel campo della ricerca e dell’analisi dei dati. La parte del leone, fa eco La Nazione Firenze all’aggiornamento di Repubblica Firenze, la fanno i renziani, ricordandosi le nomine di Scaramelli all’Infanzia, Fanucci all’ARS ma per le Erogazioni in Agricoltura e Bani alla presidenza del Parco di San Rossore. E proprio di parchi ci sarebbe tanto bisogno dalle nostre parti, soprattutto considerando quanto riportato dallo stesso quotidiano sull’ecocidio che prosegue spietato a Rovezzano (428 abbattimenti di alberi sono «dietro l’angolo» per i lavori della linea tranviaria 3.2.2, stando al piano approvato l’anno scorso), per la sacrosanta ira del consigliere Palagi (Sinistra Progetto Comune) che chiede lumi sulle incongruenze della documentazione e le contraddizioni di queste con le promesse dell’assessore Giorgio. Sullo sfondo di ciò, la propaganda di Repubblica Firenze sulle «oasi urbane», i «parcheggi alla Foster» e la ripartenza dei lavori al Padovani viene doverosamente oscurata dal dato della perdita di 2 ettari e mezzo di verde all’anno in tutta la città, secondo uno studio di SuoloData ripreso anch’esso da La Nazione Firenze che ha stabilito come tra il 2016 e il 2024 il suolo artificiale sia aumentato dello 0.38%, di contro al 58.01% di suolo naturale in continua erosione a fronte di un inverno demografico che, come la cementificazione, non sembra conoscere limiti. (JCM)