Capannoni & pelli. Atto XVIII: la Sambuca, incrocio di grandi partite!

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A Sambuca Val di Pesa si stanno concentrando movimenti che, letti insieme, pesano più di una coincidenza.

 

L’hub del vino, il futuro di Carapelli tra Coricelli e Bonifiche Ferraresi (forte della finanza internazionale su cui può fare leva Vecchioni), il grande capannone passato da Furla a LVMH o, per meglio dire, pensato fin da subito per Louis Vuitton. Tre dossier diversi, stesso baricentro. La Sambuca non è più una buca. È un incrocio di grandi partite. Sarà questa l’origine dei mali del Tarchiani? E, soprattutto, gli autoctoni, come si è domandato proprio il Tarchiani sul Gazzettino, ne sono consapevoli?

La domanda che ci poniamo, dopo mesi di inchieste, è se a scatenare questa accelerazione siano stati proprio i nostri approfondimenti: il caso Tarchiani, i movimenti dei conciatori da Santa Croce, Francia e Spagna, Spoleto e Ferrara. Può così tanto la ricerca della verità? Di chi è il merito?

Al centro resta il nodo dei capannoni. In particolare quello che tutti continuano a chiamare capannone ex Furla e che oggi è capannone LVMH. Su quell’immobile, secondo quanto ricostruito, la politica regionale – il vertice dell’operazione sarebbe proprio Giani – avrebbe valutato di posizionare il Biotecnopolo. Un’ipotesi che, se confermata, configurerebbe una spoliazione di Siena a vantaggio dell’area fiorentina. E che aiuterebbe a spiegare anche l’attivismo, in questi ultimi anni, di Terre Cablate e l’interesse della finanziaria senese Fises per Barberino Tavarnelle, unico comune non della Provincia di Siena inserito nel suo statuto. E poi che ne sarà alla fine del Biotecnopolo? Anch’esso è destinato a restare un grande progetto sulla carta? Utile a irretire la popolazione?

In questo quadro è difficile non tornare alla vicenda Tarchiani, ricostruita e narrata nella serie Capannoni & pelli. Come impedire che si pensi che le difficoltà e i tentativi di sopraffazione che l’ingegnere ha subito siano legate, in prima battuta, alla collaborazione prestata alla stesura dei protocolli contro la biocontaminazione (operativi 10 anni prima della pandemia) e, in seconda battuta, alla sua stessa presenza fisica alla Sambuca, nella parte giusta del fiume (quella a denominazione controllata)?

Oggi, sostengono molti, il grado di sopraffazione che si registra sul territorio non è più accettabile. Il malessere, altro che fake news, è palpabile. Così come non è accettabile che gli apparati dello Stato, pur doverosamente informati, restino a guardare. Cosa fanno i Carabinieri? Cosa fa la Guardia di Finanza? Cosa fa la Commissione Covid? Per ora, comunque, ci leggono. Non si sa se i Carabinieri alla fine faranno qualcosa, ma ci leggono. Nello specifico, Giuseppe Cantarero ha smentito «categoricamente» un possibile ingresso in politica. «Non ho alcuna ambizione politica – ci fa sapere – né intendo sostenere alcuno degli schieramenti che si contrapporranno». Una buona notizia per il Tarchiani, che anni fa scrisse di essere pronto ad «abbandonare» il territorio in caso di suo ingresso in politica? Intanto, una posizione chiara da Cantarero sulle prossime amministrative di Barberino Tavarnelle. E se, invece, si candidasse nel Comune unico del Chianti? Chissà!

Siamo convinti che il territorio abbia bisogno di un rinnovamento profondo, di una riflessione vera sul pregresso e sugli errori. E il futuro forse passa anche da un’ipotesi radicale: la fusione di tutti i Comuni del Chianti. Come fronteggiare sennò certi interessi? Certo, serviranno anche una grande stazione dei Carabinieri, una mega stazione della Guardia di Finanza, un ufficio ambiente, una sede distaccata di ARPAT (PS. Ma le analisi sul Borro Migliorini?)…