Agricoltura, scuola e turismo in crisi, ma l’inceneritore è troppo più importante. La Firenze sui giornali di lunedì 7 settembre

Turisti a Firenze

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Nonostante la diffusa propaganda a proposito di importazioni e innovazione tecnologica, la cui paternità oggi se l’è assegnata l’Economia del Corriere Fiorentino, è impossibile nascondere la realtà disastrata di altri settori, come l’agricoltura, tant’è che è la stessa fonte a riportare un -11.5% della produzione vitivinicola rispetto all’anno scorso; La Nazione si sposta invece a Lucca per raccontare il calvario di una giovane insegnante che rimane supplente e precaria nonostante otto anni di esperienza conditi da master e formazioni rese anch’esse instabili da uno stipendio dimezzato; la sezione fiorentina informa invece del progressivo adeguamento dell’UE alle direttive fiorentine sulla stretta agli affitti brevi, che ora vedono, già nel preludio, una ritirata degli studentati che non ospitano studenti. Ma è il turismo in generale a soffrire: paradossalmente, proprio il caldo esagerato, insieme alla «contrazione del turismo internazionale» (La Nazione Firenze) ha causato una flessione del 15% negli incassi degli alberghi. Ottiene al contrario il via libera in Regione la costruzione dell’inceneritore a Peccioli, apprendiamo da La Repubblica Firenze con buona pace dei panegirici ecologisti e, con ogni probabilità, anche della tenuta del campo largo vista l’opposizione di AVS, M5S e persino una parte del PD pisano, dove oltretutto si è contato, anche lì, un caso di dengue. Stagnazione, invece, sul fronte acqua pubblica: La Nazione Prato dà notizia dello «stallo» sull’ultimazione della ripubblicizzazione del servizio idrico a causa del «muro» frapposto da ACEA sulla cessione delle quote, mentre si sta vagliando la non semplice alternativa di istituire una «nuova società» (newco) per aggirare Publiacqua. Fattibile? Risolutivo? Ai posteri l’ardua sentenza. (JCM)