Ma quanto è bello Artigianato e Palazzo!

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C’è un appuntamento che a Firenze, da oltre trent’anni, tiene insieme botteghe, committenza e futuro del fatto a mano, con uno sguardo alla contemporaneità e solide radici nella tradizione.

 

È Artigianato e Palazzo, la mostra promossa dall’Associazione Giardino Corsini che trasforma il Giardino Corsini in laboratorio a cielo aperto.

Per la trentaduesima edizione un tema che è una dichiarazione di intenti: Riconnettersi con la natura. Non come semplice ispirazione, ma come principio generativo da cui nascono processi creativi, pratiche artigianali e ricerca progettuale. Un filo che lega i cento artigiani e giovani designer selezionati, accomunati dall’osservazione dei processi di trasformazione di terra, acqua e materia.

«Dalla riscoperta di materiali naturali e tecniche tradizionali fino alle più innovative pratiche di riuso e sperimentazione, gli artigiani e gli artisti selezionati testimoniano come la sostenibilità sia oggi non solo una scelta produttiva, ma una vera e propria visione culturale», hanno detto gli organizzatori Sabina Corsini e Neri Torrigiani. «La natura qui non è soltanto fonte di ispirazione formale, ma diventa materia viva del progetto».

Il valore di Artigianato e Palazzo, in corso in questi giorni, sta proprio in questo: mettere in dialogo anime diverse dell’artigianato contemporaneo, senza nostalgia ma con grande rispetto per il saper fare.

Lo dimostrano le installazioni site specific che arricchiscono il percorso. Linfa. La filosofia dello stupore, opera del giovane designer scultoreo Jonathan Bocca, è una grande forma organica che attraversa Palazzo e Giardino, dialoga con le statue storiche e invita a guardare il patrimonio con occhi nuovi. Un lavoro realizzato con carta di scarto di Bartoli Spa, che fonde arte, design e manifattura.

Accanto, il Bosco Sonoro di Michel Vecchi, artista di land art: venticinque sculture fungiformi ricavate da alberi caduti, nell’Orto delle Monache, per un paesaggio sensoriale da vivere con ascolto in cuffia.

E ancora la Galleria dell’Artigianato con la collettiva Tra natura e artificio, curata da Jean Blanchaert e promossa da Artex nell’ambito di Officina Creativa Lab. Circa cinquanta opere di ventidue artigiani toscani che raccontano colori, forme, decori e ricerca tecnica nel rispetto dell’ambiente.

Da segnalare il ritorno di Antonietta Mazzotti Emaldi, decana della ceramica faentina, con Nostra Signora della Ceramica. Quattro collezioni, da Menadi in maiolica e oro zecchino a Survival sulla resilienza della natura, che testimoniano una vita dedicata alla materia. Un’esposizione che si inscrive nel progetto La Grande Bellezza – The Dream Factory by Starhotels con Fondazione Cologni.

Fondamentale il legame con il territorio. Con Recreos a Palazzo, Fondazione Cr Firenze porta in mostra i dodici artigiani protagonisti della rigenerazione di via Palazzuolo, destinata a diventare la strada dell’artigianato fiorentino grazie a fondi ristrutturati e messi a disposizione gratuitamente, con affitti sostenuti per tre anni. Un progetto concreto di rigenerazione urbana.

Spazio ai giovani con Next Generation, sostenuto da Fondazione Ferragamo, e all’inclusione sociale con L’artigianato che unisce. L’artigianato che include, reso possibile dai fondi otto per mille della Chiesa Valdese, che utilizza l’artigianato come strumento di formazione, integrazione e autonomia. Dalla Cooperativa Alice di Milano attiva anche nelle carceri, alla fiorentina Flo Concept, fino a Community Garden Aps, Solco Libertas e Associazione Progress dell’Istituto Penale per Minorenni di Firenze.

Completa il programma Ricette di Famiglia, con il racconto di Albina Lucarelli Becevello, detta Suor Intingola, cuoca di Gabriele D’Annunzio al Vittoriale.

Un lavoro corale, sostenuto da importanti patrocini e riconoscimenti, dal Fiorino d’Oro della Città di Firenze al Premio Mam, con il sostegno di Ministero della Cultura, Regione Toscana, Comune di Firenze, Fondazione Cr Firenze, Fai, Adsi, Friends of Florence e Altagamma.

Artigianato e Palazzo resta così una delle realtà più solide per chi crede che il futuro passi dal saper fare, dalla trasmissione dei mestieri alle nuove generazioni e da una sostenibilità che sia visione culturale prima che scelta produttiva.

E non dimentica la cura del luogo che lo ospita: prosegue la raccolta fondi per restaurare la seicentesca Loggia del Buontalenti di Palazzo Corsini, bene monumentale da tutelare, con la serie limitata di palle di neve firmate dall’artista anglo norvegese Magnus Gjoen.

In copertina: Wikimedia Commons