Ed esce il Quaderno del Gruppo «Castigo e Delitto. Anche il carcere è città».
Da mesi incontrano persone detenute e operatori, visitano gli istituti penitenziari fiorentini, raccolgono problemi e provano a individuare soluzioni concrete. Una politica dei «piccoli passi» quella del Gruppo Foucault, che interviene sul dibattito sul carcere di Sollicciano, provando a spostarlo da un terreno in cui sembra essersi incagliato.
«Il problema – scrivono – è che il dibattito pubblico su Sollicciano sembra non riuscire a uscire dal solito schema: chiuderlo o non chiuderlo. Una discussione ormai quasi esclusivamente edilizia, nella quale rischia di scomparire la questione essenziale: come vivono oggi le circa 450 persone detenute a Sollicciano?».
Per il Gruppo, si può discutere per anni del nuovo carcere, della ristrutturazione, della chiusura o della permanenza dell’attuale struttura, «ma nel frattempo le persone continuano a vivere lì. E le loro condizioni di detenzione non possono essere considerate una variabile dipendente dai tempi della politica, dei finanziamenti o dei cantieri».
Il punto, rivendicano, è semplice: «Il carcere non è un problema immobiliare. È un problema di diritti. E l’articolo 27 della Costituzione non entra in vigore quando sarà pronto il nuovo edificio».
Da qui la scelta di continuare a occuparsi di Sollicciano e della realtà penitenziaria fiorentina, «mantenendo aperto il confronto con detenuti, operatori e istituzioni. Non soltanto sulle celle e sugli spazi, ma sulle condizioni complessive della vita detentiva, sulle misure alternative, sul lavoro, sulla salute, sulle relazioni con la città e sulla possibilità concreta che la pena non si trasformi in una semplice sospensione della vita».
È anche il senso del dibattito «L’esecuzione penale davanti alla Costituzione: il caso di Sollicciano», in programma domenica alle 18 alla festa di Sinistra Progetto Comune. Ne discuteranno Sara Nocentini del Gruppo Foucault, Michele Passione, avvocato, Giovanni Maria Pavarin, Garante dei diritti dei detenuti di Trento e già magistrato di sorveglianza, ed Enrico Vincenzini, presidente di Antigone Toscana. Introduce e coordina Francesco Pini di Lady Radio.
Un confronto che, spiegano, «parte da Sollicciano, ma riguarda una questione più ampia: che cosa significa dare attuazione alla Costituzione nel momento dell’esecuzione della pena».
In questo percorso si inserisce anche «Castigo e Delitto. Anche il carcere è città», il primo Quaderno del Gruppo Foucault, distribuito in questi giorni, in edizione limitata, alla festa di Sinistra Progetto Comune. Il Quaderno sarà presentato pubblicamente dopo la festa e vuole «contribuire a riportare il carcere dentro una discussione politica e civile che non si esaurisca nell’alternativa tra chiusura e permanenza di Sollicciano».
Infine, il richiamo alla Corte costituzionale, chiamata il 22 settembre a pronunciarsi sul ricorso relativo alle condizioni di detenzione a Sollicciano. «È un passaggio importante, ma non può essere l’ennesimo appuntamento dal quale aspettare una soluzione definitiva a una situazione che definitiva non è mai stata», conclude il Gruppo Foucault.
«Aspetteremo la decisione della Corte costituzionale. Il 23 settembre, comunque vada, saremo ancora lì. Perché la condizione delle persone detenute non può essere messa in attesa della prossima sentenza, del prossimo progetto o del prossimo carcere».
In copertina: Wikimedia Commons


