Grande successo della manifestazione di viale dei Mille. La querulomania piddina non si smentisce mai. E se anche la madre di Kata rinuncia… La Firenze sui giornali di sabato 10 ottobre

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Una bella e autentica manifestazione di popolo, quella di ieri in viale dei Mille, che nonostante i tentativi di boicottaggio da parte del commissario cittadino di Fratelli d’Italia ha visto scendere in piazza, oltre alle circa 2.000 persone che risultano dalle significative fotografie divulgate dall’evento, il suo stesso vice, Paolo Marcheschi, insieme al consigliere Giovanni Gandolfo. Presenti anche i colleghi di quest’ultimo: Mossuto (Lega), Santarelli (Noi Moderati), Sabatini (Lista Schmidt), Locchi (Forza Italia) e Masi (Movimento 5 Stelle). In piazza delle Cure, aggiunge La Repubblica Firenze che ha offerto la propria copertura mediatica insieme a Corriere Fiorentino, La Nazione Firenze e Il Tirreno Firenze, anche Palagi (Sinistra Progetto Comune), che come noi di LFCV ha esortato a non appiccicare sbrigativamente l’etichetta «di destra» sul corteo, mettendo invece giustamente al centro il comune problema sentito e visto nella pratica della vita quotidiana. Solo Italia Viva si è schierata compattamente a difesa della tranvia e dell’ecocidio che l’accompagna. Sordo a qualunque istanza popolare, a riconferma del carattere intrinsecamente oligarchico del Partito AntiDemocratico, l’assessore Giorgio, con rinnovata postura ducesca, annuncia che l’opera «si farà». Che differenza con la giunta, tra l’altro più a “sinistra”, di Campi Bisenzio, il cui sindaco Tagliaferri ha chiesto, riecheggiando la sua voce su La Repubblica Firenze, la sospensione degli sfratti della Metrocittà proprio perché al suo orecchio sono giunti i sempre più frequenti e diffusi gemiti di chi non può permettersi una casa! O meglio, il P(A)D ascolta i cittadini solo quando economicamente e politicamente comodo: la sindachessa Funaro, prontamente ripresa dagli stessi tre rotocalchi di cui sopra in compagnia del Tirreno, ha annunciato azioni legali contro gli “odiatori” sui social, divulgando alcuni dei commenti ricevuti sulla sua pagina Facebook. Sebbene alcuni di questi siano effettivamente inaccettabili e disgustosi, La Nazione Firenze, forse in un eccesso del suo caratteristico zelo, ha diffuso anche screenshots di critiche politiche, aspre sì ma certamente non personali o diffamatorie («Vai a lavorare peracottara…siete il cancro dell’Italia» e «Questa giunta e quelle precedenti della stessa mafia hanno devastato Firenze. Spero che i soldi che avete fatto con questa mala gestione li spendiate tutti in medicine») e, curiosamente, anche un «dagli una testata» (da chi, però, non si capisce): dunque, se la «testata» la invoca il presidente piddino del Q5 finisce tutto a tarallucci e vino, ma se a far ciò è un comune cittadino contro una sua collega di partito si corre subito in Procura? Difficile credere alla casualità nella modalità con cui tale fatto è stato raccontato, ancor più difficile convincersi che non si tratti di un pretesto per limitare sempre più la libertà di critica, di parola e di espressione. Ma mentre Funaro si avvia in questura, sembra metaforicamente uscirne per sempre Katherine Álvarez, la quale, a detta del Corriere Fiorentino e de La Nazione Firenze, «non si opporrà» alla richiesta di archiviazione delle indagini sulla scomparsa della figlia; saranno i suoi legali a chiedere «nuovi accertamenti». Nel frattempo, spariscono anche 30.000 bottiglie di vino degli Antinori, «circa un quinto della produzione totale di Solaia»: il primo ipotizza a proposito di una «talpa» che avrebbe rivelato dettagli circa una presunta rotta del mercato nero verso l’Europa e l’Asia. I colleghi procuratori pratesi, nel frattempo, tornano a concentrarsi sul dossier Bugetti-Matteini Bresci, rinviando a giudizio i due per corruzione, truffa aggravata e altri reati: il processo inizierà qui a Firenze il 13 gennaio, informa il Corriere Fiorentino, sul quale leggiamo anche, rimanendo tra le mura pratesi, della polemica del sottosegretario di FdI, Alberto Balboni, contro il procuratore Tescaroli per le critiche rivolte al governo circa l’«assenteismo» di agenti della Polizia penitenziaria nel carcere della Dogaia, accuse rispedite al mittente con dati circa i telefoni che continuerebbero a «venire scoperti» nelle celle, portando a 13 sequestri complessivi nell’ultimo mese. Come i cellulari a Prato, qua da noi a sparire saranno due piani, non uno, dalla seconda torre di San Gallo: la Soprintendenza, riporta La Nazione Firenze, ha chiesto di ridurne l’altezza da 23 a 17 metri. Questa potrebbe essere, grazie alla lotta dei residenti, la più grande rinuncia per la certo non indigente società singaporiana: quelle importanti sono invece in capo ai nostri concittadini e corregionali. In 300.000 devono sacrificare il diritto alle cure per «la crisi economica e i bassi redditi», sintetizza Il Tirreno. Al miglioramento della situazione sicuramente non contribuirà il devastante incendio scoppiato in viale XI Agosto al deposito di Autolinee Toscane, in cui dodici autobus sono andati distrutti e i «possibili disagi» paventati su La Repubblica Firenze, che di ciò ha dato notizia insieme a Corriere Fiorentino, La Nazione Firenze e Il Tirreno Firenze, si sono già concretizzati nell’inchiesta della seconda, in una «corsa a trovare nuovi mezzi per “salvare” le scuole», col peso aggiuntivo dei cantieri per la linea 5, che infatti passa da piazza Beccaria, e le problematiche maggiori verificatesi lungo le linee 33 e C1, cioè a Calenzano e in centro. «Un banale cortocircuito»: è per questo che paghiamo 2€ a biglietto? (JCM)