Il duro attacco di Targetti (L’Alternativa C’è) a La Porta: «Fa il gioco di Biffoni. A Prato Pd e FdI stanno dalla stessa parte».
Un’accusa grave: intelligenza con il nemico. Ovvero un’opposizione blanda e controllata. In cambio di posti e nomine nel sottogoverno, soprattutto nelle partecipate. A lanciare l’accusa il consigliere comunale Jonathan Targetti di L’Alternativa C’è. Il bersaglio, si apprende da Il Tirreno, la consigliera regionale di Fratelli d’Italia Chiara La Porta, già onorevole. Il nemico, almeno sulla carta, sarebbe naturalmente lui: il tre volte sindaco Matteo Biffoni, mai incalzato – secondo Targetti – dal partito di Giorgia Meloni su problemi concreti quali gli aumenti della Tari o i travagli di Alia-Plures.
Secondo Targetti tutta la minoranza aveva lavorato per smontare la narrazione della maggioranza PD. In sintesi: la colpa dell’aumento non è della Regione o della mancanza di impianti, ma delle scelte fatte a Prato e dell’«opacità dell’operazione Plures».
E invece, dice Targetti, pochi giorni dopo è arrivata l’intervista di La Porta: «Parola per parola ha ripetuto la tesi di Biffoni. Colpa della Regione, mancano gli impianti. In un colpo solo ha restituito al sindaco l’alibi che noi gli avevamo tolto. Che sia calcolo o disciplina di partito, il risultato è uno: fa il gioco del PD pratese».
A insospettire Targetti è anche il tempismo. «Questa uscita arriva pochi giorni dopo l’inaugurazione del laboratorio ITS nella sede di Estra. Lì c’erano tutti sorridenti: Biffoni e Giani per il centrosinistra, e per FdI il ministro Foti, Donzelli e la stessa La Porta, accanto ai vertici di Estra e Plures, Macrì e Ciolini. Non è questa la fotografia del vero partito che governa la Toscana? Il partito trasversale degli interessi, dove Pd e Fratelli d’Italia vanno alle stesse cene eleganti, si spartiscono la torta delle grandi società di servizi e poi davanti alle telecamere fanno finta di litigare». Tutti insieme appassionatamente?

La «prova del nove» per Targetti sarebbe la Commissione consiliare sulle partecipate, presieduta proprio da FdI. «Sarebbe la sede naturale per fare luce su Plures – rimarca Targetti –. Invece convocarla è diventata un’impresa: rinvii, calendari che spariscono, difficoltà a mettere l’argomento all’ordine del giorno».
Da qui la proposta riportata dal quotidiano: «Ho chiesto un Consiglio comunale straordinario dedicato solo a Plures. Servono 7 firme. Lancio un appello a tutti i colleghi di ogni schieramento: firmate. Sarà il modo più semplice per capire chi vuole davvero discutere davanti ai cittadini e chi preferisce parlarne solo nelle foto delle inaugurazioni. Le firme non mentono».
«A giudicare dalle posizioni di La Porta, dalle foto in Estra, dalle commissioni che non si fanno e dal silenzio su Plures, a Prato la vera alternanza non la dà chi si spartisce le stesse poltrone. La dà chi quel tavolo lo vuole ribaltare», rivendica il consigliere.

