Nisini: «In tariffa solo costi necessari, avviare verifiche». Bambagioni (Lista Schmidt) sempre in pressing, Fratelli d’Italia a Prato interroga Biffoni.
Dopo le notizie uscite grazie al lavoro di Paolo Bambagioni sullo scontro tra ATO e Alia-Plures, dopo le richieste di chiarezza che sempre più insistentemente provengono da Prato grazie a Jonathan Targetti (L’Alternativa C’è), il caso del bilancio Alia-Plures approda anche a Roma, con un’interrogazione di Tiziana Nisini (Lega) al Ministero dell’Economia e Finanze. Il Centrodestra non ha mai seguito a sufficienza la questione Alia-Plures. Oggi un’importante azione per fare chiarezza.
«È doveroso che quando si tratta dell’utilizzo di soldi pubblici e di potenziale aggravio di oneri nei confronti dei cittadini – spiega Nisini – si faccia la massima chiarezza. Nel caso specifico, ci riferiamo alla gestione di Alia-Plures che si occupa del servizio locale integrato dei rifiuti per la città di Firenze. L’Ato ha evidenziato delle gravi anomalie che inciderebbero sui costi della Tari a carico dei contribuenti».
«Il sistema di regolazione tariffaria nazionale – ricorda la parlamentare – stabilisce il tassativo principio per cui possono essere trasferiti in tariffa, unicamente i costi strettamente necessari all’erogazione del servizio, vietando di gravare gli utenti in presenza di inefficienze aziendali o spese estranee a quanto previsto dalla concessione».
Alla luce di ciò, è stata predisposta un’interrogazione al Ministero dell’Economie e delle Finanze, «in cui chiediamo, per quanto di sua competenza, se si ritenga opportuno avviare una verifica amministrativa-contabile nei confronti di Alia-Plures , con specifico riguardo alla conformità dei piani economico-finanziari presentati dal gestore, rispetto ai criteri di computo dei costi ammissibili stabiliti dalle predette norme statali, con lo scopo di garantire che costi estranei al servizio di gestione dei rifiuti e insufficienti attività di recupero dell’evasione della Tari, non vengano indebitamente trasferiti sulla fiscalità locale, finendo per incidere negativamente sulle bollette».
Torna, proprio Bambagioni, a incalzare la dirigenza Alia-Plures e i sindaci di Firenze, Prato e Pistoia: «Una risposta stringata e insoddisfacente quella di Alia-Plures, che continua a dire che va tutto bene nonostante i gravi problemi, emersi per altro solo grazie al lavoro della minoranza in Consiglio Comunale: nello specifico il bilancio presentato e ritirato, i milioni di utili in meno, i costi esorbitanti. I rilievi di ATO Toscana Centro già basterebbero a mettere un punto fermo. Stupisce, ma non sorprende, il silenzio della Giunta Funaro, che ancora non si esprime sui servizi pubblici essenziali. È più interessata Funaro ai dividendi che alle tariffe? È auspicabile una presa di posizione del Comune di Prato e del sindaco Matteo Biffoni, che molto probabilmente non condivide questa gestione, e anche del neo-sindaco di Pistoia».
Sempre all’indirizzo di Matteo Biffoni, sindaco di Prato, un’interrogazione di Fratelli d’Italia con al centro trasparenza delle tariffe, controllo analitico dei costi e tutela immediata delle tasche dei cittadini. L’interrogazione, spiegano Cristina Attucci ed Eleonora Cioni, nasce dalla pesante relazione dell’Autorità d’Ambito (ATO) Toscana Centro del 29 aprile 2026, che ha scoperchiato un aumento dei costi del servizio del 10,9% e spese ritenute non ammissibili perché non direttamente connesse alle esigenze del servizio. «Se il Sindaco Biffoni vuole davvero inaugurare una nuova stagione per Prato – incalzano Attucci e Cioni – la strada da seguire è una sola: votare contro al bilancio di Plures-Alia finché non sarà stata fatta piena e totale chiarezza su ogni singola voce di spesa. Se il Sindaco dovesse approvare questo documento così com’è, si renderebbe direttamente responsabile di una tariffa TARI ingiustamente appesantita da consulenze, benefit e spese che non c’entrano nulla con i servizi erogati. È del tutto inutile vantare l’arrivo di dividendi nelle casse comunali dalla partecipazione a società le cui gestioni opprimono gli utenti. Non può esserci alcun interesse per il Comune se prima non si tutela l’interesse dei cittadini».
