Cartello “Parking” sul palazzo storico. Tace il Q1? Tace Rufilli?

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Appiccicato vicino al bel bugnato della facciata laterale di Palazzo Cocchi Serristori, sede del Quartiere 1. In pieno centro storico. E la Soprintendenza?

 

Nei giorni scorsi, anche attraverso la nostra testata, l’attivista Simone Scavullo (Comitato Cittadini per Firenze) ha portato all’attenzione pubblica la presenza di un cartello “Parking” installato sulla facciata laterale dello storico Palazzo Cocchi Serristori, edificio rinascimentale che ospita il Quartiere 1 del Comune di Firenze, in piazza Santa Croce.

Una segnalazione che ha sollevato domande legittime: esiste un’autorizzazione? Chi l’ha rilasciata? Sono stati rispettati tutti i vincoli previsti per un immobile storico situato nel cuore del centro UNESCO di Firenze? E soprattutto, perché – anche dopo la segnalazione – quel cartello è ancora lì?

“Già il 16 maggio – spiega Scavullo – il nostro Comitato aveva inviato una richiesta formale di chiarimenti al Presidente del Quartiere 1 e all’Amministrazione comunale, facendosi portavoce delle preoccupazioni di numerosi residenti e cittadini che hanno a cuore la tutela del patrimonio storico della città. Ad oggi, però, nessuna risposta”.

Qui emerge un problema ancora più grave. “Perché ad alcuni cittadini si risponde e ad altri no? Perché alcune segnalazioni – si domanda – sembrano meritare attenzione immediata mentre altre vengono ignorate per settimane?”

“Viene spontaneo chiedersi se esistano cittadini di serie A e cittadini di serie B. Se esistano comitati che hanno diritto ad essere ascoltati e altri che possono essere tranquillamente ignorati”.

Chi ricopre incarichi pubblici rappresenta tutti i cittadini, non soltanto quelli che la pensano allo stesso modo o che risultano più graditi politicamente. Gli stipendi di chi amministra la città sono pagati anche da quei cittadini che oggi attendono una risposta. Anche da chi pone domande scomode. Anche da chi esercita il proprio diritto di chiedere trasparenza”, incalza Scavullo.

“Per questo continuiamo a chiedere ciò che avremmo dovuto ottenere già da tempo: risposte chiare. Vogliamo sapere come sia stato possibile installare quel cartello sulla facciata laterale della sede del Quartiere 1, quali autorizzazioni siano state rilasciate, se il Comune abbia percepito eventuali corrispettivi economici e per quale motivo la situazione sia rimasta invariata. I cittadini meritano rispetto. E il rispetto passa anche dalla semplice educazione istituzionale di rispondere alle domande che vengono poste”, conclude.