L’autorizzazione della Soprintendenza certifica il successo di una lunga mobilitazione istituzionale e cittadina, ma resta ancora da conoscere la data di apertura del cantiere
Per anni è rimasto fermo, sopra la biglietteria della stazione di Santa Maria Novella. Ora, però, per lo storico orologio a cartellini degli anni Trenta arriva una svolta concreta: la Soprintendenza ha autorizzato il restauro del manufatto, rilasciando il 3 giugno scorso a RFI il nulla osta previsto dall’articolo 21 del Codice dei Beni Culturali.
A rivendicare il risultato è il consigliere comunale Dmitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune, secondo cui “la pressione istituzionale avviata dalla cittadinanza ha prodotto un risultato concreto”. Una frase che sintetizza l’intera parabola dell’orologio di SMN: un oggetto apparentemente marginale, ma capace di mobilitare cittadini, associazioni, consiglieri comunali e persino organismi statali. Il meccanismo, alimentato da un motore elettrico comandato da impulsi polarizzati, appartiene all’impianto originario della stazione e, proprio per questo, non può essere rimosso.
Da tempo era fermo, vittima dell’obsolescenza tecnologica e di una progressiva usura che aveva reso inefficaci i tentativi di riparazione. A tenere alta l’attenzione sulla vicenda è stato soprattutto. Sul piano istituzionale, la questione è approdata più volte in Consiglio comunale attraverso interrogazioni e mozioni presentate da Sinistra Progetto Comune. Nel 2024, una risposta dell’assessore Andrea Giorgio aveva lasciato pochi margini all’ottimismo, evidenziando l’assenza di interlocuzioni specifiche e prospettando una possibile sostituzione integrale dei meccanismi. Da lì è partita una nuova offensiva politica culminata nella mozione approvata all’unanimità dal Consiglio comunale il 7 gennaio 2025, con la richiesta di garantire contemporaneamente la conservazione dell’orologio storico e la sua presenza nella collocazione originaria. Nonostante RFI avesse inizialmente giudicato l’orologio non riparabile, la mobilitazione civica e istituzionale non si è fermata. Tra nuove iniziative in Consiglio comunale, segnalazioni agli organi competenti, sopralluoghi e verifiche tecniche, si è arrivati alla presentazione del progetto di restauro e al successivo via libera della Soprintendenza. Ora resta da compiere l’ultimo passaggio: l’avvio dei lavori da parte di RFI, affinché l’autorizzazione ottenuta si traduca finalmente nel recupero dello storico orologio di Santa Maria Novella.

