Sconti notturni, bonus da cinque minuti, Intelligenza Artificiale e pop-up: il nuovo piano promette molto, ma risolve ben poco
L’assessore Giorgio torna a presentare nuove iniziative per il bike sharing. Dopo il celebre “18, 18, 18”, ecco il nuovo elenco: uno, due, tre, quattro. Quattro misure che dovrebbero migliorare la mobilità ciclabile, ma che, osservandole nel dettaglio, sollevano più di una perplessità.
1. Tariffe scontate dalle 2 alle 6 del mattino
Finiti gli autobus alle due di notte, l’idea è farci pedalare al buio. Ma analizziamo la “convenienza”: la tariffa scontata si calcola su blocchi di ben 20 minuti (1€ per le e-bike, 0,50€ per le muscolari). Considerando che con quelle bici muscolari così pesanti in 5-10 minuti fai al massimo 1 o 1,5 km, per coprire una tratta urbana media ti bastano pochi minuti. Risultato? Paghi un blocco intero da 20 minuti per fare due pedalate e due chilometri, mentre lo “sconto” avrebbe senso solo se ti mettessi a fare una maratona notturna sul lastricato
2. Sconti per le corse inferiori ai cinque minuti, “per combattere il caldo”
Avete capito bene: per combattere i 40 gradi estivi, l’idea brillante è incentivare corse da 300 secondi. Sapete quanta strada fai in 5 minuti con una bici da sharing? Se va bene 1 km, 1,5 km se sei su un’elettrica e hai il vento a favore. Giusto il tempo di sbloccare la bici dall’app, fare 800 metri, sudare comunque sette camicie e poi doverla già parcheggiare per non sforare. Ma ehi, abbiamo risparmiato qualche centesimo!
3. L’Intelligenza Artificiale contro la sosta selvaggia
L’A.I. analizzerà le foto a fine corsa per sgamare i furbetti del parcheggio. Perché ovviamente il problema della sosta e del degrado urbano si risolve con un algoritmo, mica aumentando le rastrelliere, creando stalli dedicati nei punti critici e facendo controlli reali sul territorio.
4. Un pop-up per insegnare l’educazione stradale
Ogni volta che apri l’app comparirà un simpatico messaggio che ti ricorda come ci si comporta sulla strada. La soluzione definitiva all’inciviltà: un avviso pop-up che il 99% degli utenti chiuderà in 0,2 secondi senza nemmeno leggerlo.
Insomma, quattro misure presentate come un passo avanti per la mobilità ciclabile fiorentina, ma che, almeno per ora, sembrano intervenire più sugli effetti che sulle vere criticità del servizio: cantieri, mezzi pesanti, infrastrutture insufficienti, stalli carenti e un sistema che continua a necessitare di interventi concreti più che di annunci.



