Tomasi denuncia un buco da 231 milioni nella sanità. I sindaci contro la TARI, il Comune non ha alcun controllo neanche sugli studentati. La Firenze sui giornali di giovedì 6 agosto

GERMOGLI PH: 27 SETTEMBRE 2025 FIRENZE PALAZZO CONGRESSI INCONTRO FRATELLI D'ITALIA OLTRE IL TETTO DI CRISTALLO IL LAVORO DELLE DONNE NELLA FOTO ALESSANDRO TOMASI

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Emergono rivelazioni a tutti i livelli e ad opera di ogni parte politica sul malaffare della gestione piddina in Toscana e a Firenze: in Regione, il portavoce Tomasi (FdI), menzionato da La Repubblica Firenze e La Nazione Firenze, ha denunciato un disavanzo da 231 milioni di euro nella sanità alla fine del secondo trimestre dell’anno, una cifra inferiore di sole 62 milioni di unità all’entità dello stesso in tutto il 2025. Il governatore Giani replica parlando di «demagogia» e scaricando immancabilmente ogni responsabilità sul governo e sul «taglio dei fondi». In Comune, il consigliere Palagi (Sinistra Progetto Comune) non cessa di svelare carte e documenti e scoprire altarini: della sua nuova inchiesta si è occupato Il Tirreno Firenze, che nella fattispecie ha dedicato un articolo ai 63.700 pernottamenti turistici venduti dagli studentati privati, sullo sfondo dei 254.661€ di tassa di soggiorno versati tra il 2024 e il 2025; a Palazzo Vecchio, però, nessuno sa chi effettivamente vi abbia soggiornato e a quale titolo: ad ammetterlo, la stessa risposta fornita al consigliere, per la quale le dichiarazioni periodiche vengono trasmesse all’Agenzia delle Entrate e non al Comune. «O la risposta riguarda soltanto la dichiarazione annuale, oppure il Comune non ha estratto dati che già possiede», è la stringata ipotesi formulata dal giornale. Non corre buon sangue neppure internamente allo stesso PD: La Nazione Firenze ha infatti intercettato il vertice richiesto a Funaro dalla sua base a proposito dell’affare Montedomini, avanzando cinque proposte: «aprire Montedomini alla città», cioè un’operazione trasparenza; stesura di un nuovo regolamento che vieti esplicitamente gli affitti brevi dei suoi immobili; revisione del piano delle alienazioni; verifica della possibilità di recuperare gli appartamenti inutilizzati attraverso i fondi BEI per destinarli all’edilizia sociale; internalizzazione dei servizi. L’iniziale apertura mostrata dal partito difficilmente potrà, tuttavia, portare a risultati concreti, giacché l’ASP è un ente autonomo: la giunta potrà soltanto, al limite, «farsi portavoce delle richieste politiche». Forte anche la contrarietà dei sindaci locali agli aumenti della TARI, mappata da La Nazione Firenze: aumenti contenuti, e voluti solo dalla maggioranza, a Scandicci, Sesto, Calenzano e Impruneta; si registra persino una diminuzione del 17-18% delle tariffe a Reggello. Non è fuori luogo l’articolo di Repubblica Firenze sull’«estate di fuoco della sindaca [sic] Funaro», un utile riassunto di tutte le spade di Damocle che pendono sulla sua testa: stadio, multiutility, tranvia, scontri col governo, Ponte al Pino e, appunto, com’è ovvio, la questione Montedomini, e non solo. Sul Franchi la stessa testata si è soffermata a parte, soprattutto per quanto concerne gli interrogativi sugli impianti e la «concorrenza del sud», ovvero Roma e Napoli (ma con due stadi da costruire da zero), ma anche Bari, Lecce, Palermo e Cagliari, insieme a Bologna, Verona, Genova e Torino. Da non trascurare il dubbio espresso sull’effettiva fine dei lavori per il 2029. Ma c’è anche il problema di Sollicciano, oscuratosi negli ultimi giorni ma riemerso per la rinuncia del Ministero della Giustizia al ricorso sul sequestro dei sette reparti: La Nazione Firenze specifica che per contro è stata parzialmente accolta l’opposizione sulla gestione dei detenuti, portando all’annullamento del loro obbligo di trasferimento e spostandone la decisione in capo al DAP. Non che le scelte abbondino: su La Repubblica Firenze leggiamo di analoghi problemi alla Dogaia di Prato e nel carcere di Lucca, che risulta essere addirittura il più sovraffollato d’Italia: 90 reclusi a fronte di una capienza di 37, il 256.8%. Nuova forza guadagnano invece i controlli in superstrada tra Lastra a Signa e la Fi-Pi-Li, con l’installazione di dispositivi IA per rilevare chi utilizza il telefono alla guida o viaggia senza cintura: si tratta dell’autovelox SafeDrive, per ora in fase soltanto sperimentale ma le cui funzioni sono già coperte dagli strumenti “tradizionali”: la panoramica fornita da La Nazione Firenze non dà però conto delle critiche e dei dubbi sollevati dalla diffusione della notizia via social, dove effettivamente è stato posto il problema non solo della privacy, ma anche dell’impiego del telefono per motivazioni “lecite” come il controllo del navigatore. (JCM)

 

In copertina: Copyright Fotocronache Germogli