No, la versione di Frittelli non convince. Riflessioni a mente fredda

Montedomini

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Nel fiume di parole, con tanto di prevedibili minacce di azioni legali, si rischia di perdere il punto chiave della vicenda: Montedomini ha destinato parte del suo patrimonio alla rendita turistica e nessuno ne era informato. Il caso degli affitti brevi a Montedomini emerge solo e soltanto grazie ai cittadini che non si rassegnano all’espropriazione della città, sapientemente organizzati in comitati, e ai rappresentanti eletti in Consiglio comunale – fondamentale l’unità delle minoranze – che hanno reso impossibile abbuiarlo. Senza di loro, la verità mai sarebbe emersa. Del resto, Montedomini non ha mai reso pubblica la sua scelta di destinare alcuni immobili agli affitti brevi. Se tutto è formalmente corretto, perché non c’è stata alcuna comunicazione pubblica?Se tutto è in regola, perché il Comune lo apprende, con stupore, a posteriori? Quindi, stante questo tilt tra Enti e questa carenza di informazioni tra due soggetti che dovrebbero quantomeno coordinarsi, Montedomini e Comune di Firenze dovrebbero essere grati a chi ha sollevato il caso, di cui non erano – dicono – a conoscenza. E ci sarebbero state le stesse indagini interne e denunce se il caso non fosse scoppiato?Poi, le motivazioni della scelta – quasi una scelta obbligata, a sentire la dirigenza – arrivano solo oggi, a caso esploso: la rendita turistica per mantenere tutto il resto. Stupisce, inoltre, che un avvocato di chiara fama in città, come Maurizio Frittelli, non abbia, come fa un qualsiasi neo-amministratore/presidente di una qualsiasi società, voluto avere una fotografia dell’Ente – decisioni prese, patrimonio, atti o questioni in sospeso, per altro negli anni di Gedeone tra i revisori – al momento del suo ingresso. Qualora avesse trovato qualcosa di sbagliato, non conforme o da rivedere, avrebbe potuto produrre degli atti – magari da rendere pubblici – per cambiare certe scelte. Può segnalarlo. Lo ha fatto? Ve ne è traccia? La verità è che questa scelta è perfettamente coerente con quanto fatto dalle ultime giunte (Renzi, Nardella e Funaro a ruota): lo smantellamento della residenza per la sostituzione con l’utenza mobile, senza residenza e senza diritti, dei turisti. La presa del Monte del Signore, possibile solo grazie alla sudditanza dei cattolici fiorentini alla sinistra senza centro e senza Dio (Quid non mortalia pectora cogis, auri sacra fames!), è un ultimo passaggio di questa trasformazione. Ma, appunto, ora è pubblico.