Depositata oggi un’istanza di undici pagine che chiede la sospensione di Sara Funaro ex art. 142 T.U.E.L., una moratoria sui cantieri e ispezioni sulle alienazioni
Francesca Marrazza, presidente dell’associazione RiBella Firenze e candidata sindaco alle amministrative del 2024, ha depositato oggi all’Ufficio Territoriale del Governo di Via Cavour un documento di undici pagine indirizzato al Prefetto di Firenze. L’oggetto non lascia margini interpretativi: richiesta di sospensione del Sindaco, moratoria sui cantieri, verifica delle procedure di alienazione e ispezione sui progetti in corso, invocando gli articoli 39, 50, 54, 107, 138, 139, 141 e 142 del Testo Unico degli Enti Locali.
L’impianto dell’istanza è dichiaratamente costituzionale prima che amministrativo. “La democrazia rappresentativa si fonda su un patto di fiducia tra il popolo – sovrano ai sensi dell’art. 1 della Costituzione – e i suoi rappresentanti eletti”, scrive Marrazza. Quando quel patto si rompe “in modo grave e manifesto”, argomenta, lo Stato ha il dovere di intervenire.
A sostegno cita la Corte Costituzionale, secondo cui la protratta inerzia o la cattiva gestione degli enti locali «giustifica la previsione di un potere sostitutivo, che consenta un intervento di organi centrali a salvaguardia di interessi generali ed unitari» (sentenza n. 195/2019). La conclusione politica dell’istanza è affidata alla formula: “La Res Publica è di fatto diventata cosa loro. Il patto di fiducia tra l’Amministrazione e il popolo fiorentino si è rotto in modo grave. Non vi è più certezza che la Giunta e il Consiglio Comunale agiscano esclusivamente per il bene e nell’interesse della città e di chi la vive.”
Dodici capi d’accusa
Il corpo centrale del documento è un inventario ragionato di ciò che, secondo l’associazione, non ha funzionato. Nell’ordine: il Cubo Nero e la vicenda giudiziaria che ne è seguita; le interrogazioni consiliari inevase, quantificate in 227 sulla scorta della denuncia del capogruppo M5S Lorenzo Masi, con ritardi fino a un anno e mezzo a fronte dei trenta giorni previsti dal Regolamento; i ritrovamenti archeologici di piazza Beccaria, che l’istanza dice liquidati come “4 sassi” dall’assessore competente; la gestione dello stadio comunale e la domanda su chi, alla fine, ne beneficerà; il Ponte da Verrazzano e i suoi ritardi; il Ponte Nencioni, inaugurato — sostiene l’istanza — “senza le necessarie carte in regola”; l’apertura simultanea di decine di cantieri; le alienazioni di patrimonio pubblico; l’abbattimento di alberi sani; il cantiere di via San Gallo e il maxi-resort nell’ex ospedale militare; il degrado urbano e la sicurezza.
In chiusura, il capitolo che Marrazza definisce il più grave: il Montedomini-Gate, l’unico che a suo dire “profuma di tradimento ideologico” — un’amministrazione che fa campagna contro gli affitti brevi mentre un’ASP del Comune destina parte del proprio patrimonio a locazioni turistiche. Su diversi di questi fronti — Montedomini, Ponte Nencioni, gli alberi della tramvia, le alienazioni — LFCV ha lavorato negli ultimi mesi.
Le sette richieste
Marrazza chiede al Prefetto di: disporre la sospensione della sindaca ex art. 142 T.U.E.L. o avviare la proposta al Ministro dell’Interno; imporre una moratoria sull’apertura di nuovi cantieri (escluse le urgenze) fino a fine mandato; avviare indagini ispettive sulle alienazioni, sospendendo cautelativamente quelle in corso; affidare la verifica dei progetti a commissioni tecniche esterne al Comune; esercitare i poteri di vigilanza ex art. 54 sul Ponte Nencioni; attivare il potere sostitutivo ex art. 39 sulle interrogazioni inevase; trasmettere relazione al Ministro dell’Interno in vista di un eventuale procedimento di scioglimento del Consiglio comunale ex art. 141.
Cosa può davvero fare il Prefetto
Il Prefetto non è un giudice d’appello della politica cittadina: i suoi poteri sono più stretti di quanto l’istanza lasci sperare.L’art. 142 T.U.E.L. esiste e prevede la rimozione o la sospensione dei singoli amministratori locali per “gravi e persistenti violazioni di legge” o per gravi motivi di ordine pubblico. Ma il provvedimento è di competenza del Ministro dell’Interno: il Prefetto può disporre una sospensione solo in via cautelare e provvisoria, in attesa del decreto ministeriale e in presenza di motivi di grave e urgente necessità. Lo stesso vale, a maggior ragione, per lo scioglimento del Consiglio ex art. 141, che passa da proposta del Ministro e decreto del Presidente della Repubblica.
Niente di tutto questo rende l’istanza priva di effetti. Ma il suo effetto probabile è politico prima che giuridico: l’atto verrà protocollato e la Prefettura valuterà se avviare accertamenti, senza che da una sollecitazione di un privato discenda un obbligo di provvedere. È il segnale che una parte della città civica non considera più praticabile la strada ordinaria del controllo consiliare, e che il Montedominigate — arrivato dopo il Cubo Nero, dopo lo stadio, dopo gli alberi — ha funzionato da soglia.
Il mandato di Sara Funaro scade nella primavera del 2029. Mancano quasi tre anni, e sul tavolo restano lo stadio, la tramvia, il Ponte da Verrazzano, il patrimonio pubblico. È esattamente l’argomento che Marrazza mette in fondo alla sua nota: “mancano troppi anni alla fine del mandato e troppe sono ancora le importanti situazioni da definire”.

