«Voglio sapere quanto denaro vi sono costato. Come, dove e con chi avete speso il denaro pubblico a mio nome».
È questo il cuore di una lunga corrispondenza via email e PEC inviata negli ultimi mesi da A.S., cittadino di circa 60 anni nativo del Nord Africa e seguito dai Servizi Sociali del Comune di Firenze, a diversi uffici di Palazzo Vecchio e alla cooperativa Il Girasole.
Email e PEC, scritte in un italiano corretto nonostante l’evidente stato di dolore e frustrazione, arrivate alla redazione de La Firenze che vorrei nei giorni scorsi e lette attentamente, contenenti richieste e accuse molto dure nei confronti di alcuni funzionari comunali e della gestione del proprio percorso di assistenza.
E quali sono le richieste?
Dalla documentazione in nostro possesso emergono, in sostanza, tre richieste principali che si ripetono da giugno a oggi, evidentemente senza riscontro da parte dell’Ente:
- Il rendiconto delle spese. A.S. chiede «il bilancio di tutte le spese imputate alla mia assistenza dal 2019 ad oggi»: affitti, bollette, contributi, spese veicolate dalla Coop Girasole. Cita, addirittura, anche delle presunte «false fatture di manutenzione» emerse nel 2024;
- Il cambio dell’assistente sociale. Da mesi chiede di non avere più come riferimento il dott. L.P. «Il rapporto da tempo deteriorato si è completamente putrefatto. Non è assolutamente possibile continuare così», scrive l’8 luglio. Le motivazioni addotte riguardano «torture psicologiche, soprusi, ingiustizie, ricatti, minacce»;
- La sospensione di un contributo. Egli lamenta, inoltre, l’interruzione di un contributo mensile di 500 euro, erogato per 2 mesi anziché per 8. Lo definisce una «ritorsione».
Nelle email più recenti, inviate anche a nome di presunti «amici di S.», i toni si alzano. Vengono citati e accusati direttamente alcuni funzionari e la Coop Girasole. Si parla di «silenzio» e «indifferenza», ma anche di «abuso d’ufficio» (naturalmente, da verificare). In una PEC del 31 luglio si fa riferimento anche al «clima politico» cittadino e allo «scandalo Montedomini». In altre si annuncia l’intenzione di presentare denunce.
«Sono un numero che si traduce in cifre su un conto»
«Dal 2020 raccolgo prove e testimonianze», scrive ancora A.S. «Sono anni che provo a fare sentire la mia voce». In più punti afferma di essere «invalido e malato» e di vivere in condizioni di grave difficoltà economica: «Le armi silenziose nei miei confronti sono la fame e la paura».
In una mail più recente, inviata a sindaco, assessori, dirigenti e alla Coop Girasole e girata anche a noi, S. riassume tutta la corrispondenza precedente: «Non che questa volta io mi aspetti una risposta, la speranza, ultima a morire, ormai è già sepolta. Voglio solo che non vi dimentichiate di me».
Cosa dice il Comune di Firenze?
La redazione de La Firenze che vorrei ha ricevuto tutta la corrispondenza in data 4 agosto e ha inviato una richiesta di chiarimenti al Comune di Firenze, girandola agli uffici e ai dirigenti destinatari delle email. Abbiamo chiesto se i contenuti esposti nelle email corrispondono a verità, se sono state lette e comprese, se le stesse sono state inoltrate ad altri soggetti.
Nel pomeriggio di ieri, l’Ufficio Stampa del Comune fa sapere che l’Amministrazione comunale «non può rilasciare informazioni, dati o chiarimenti relativi a singole persone eventualmente seguite dai Servizi Sociali». «Le informazioni concernenti utenti o presunti utenti dei Servizi Sociali sono soggette agli obblighi di riservatezza previsti dalla normativa in materia di protezione dei dati personali e ai doveri di segreto d’ufficio cui il personale pubblico è tenuto nell’esercizio delle proprie funzioni. Tali obblighi trovano inoltre specifico fondamento nel Codice Deontologico dell’Assistente Sociale, che impone la tutela della riservatezza e del segreto professionale quale diritto primario della persona e dovere fondamentale del professionista. Pertanto, l’Ente non è nelle condizioni di confermare, smentire o commentare situazioni personali riferibili a soggetti determinati o determinabili».
Il contesto
Il caso solleva il tema, più generale, del rapporto tra utenti fragili e Servizi Sociali, e della trasparenza nella gestione dei fondi pubblici destinati all’assistenza e all’accoglienza tramite le cooperative.
La cooperativa Il Girasole, citata più volte nelle email, è uno dei soggetti che a Firenze gestisce progetti di accoglienza e sostegno.
Come da prassi, La Firenze che vorrei pubblica la notizia per dare conto dell’esistenza di questa corrispondenza e delle richieste in essa contenute, riservandosi di pubblicare integralmente le eventuali altre risposte e precisazioni che arriveranno dal Comune e dai soggetti coinvolti.

