La scomparsa della gru in via degli Artisti, di cui si è accorta solo La Repubblica Firenze, è stata a sua volta oscurata dai pasticci di Coverciano, tra il Ponte da Verrazzano e il Ponte Nencioni: curiosamente, solo questa stessa testata ha riportato senza clamori trionfalistici le problematiche dei lavori, pur concedendo ampio spazio alla propaganda di Funaro e Giorgio e senza parlare della «protesta delle opposizioni» menzionata in sottotitolo, di cui si è invece occupata La Nazione Firenze: Fratelli d’Italia ha denunciato l’«evidente incapacità programmatoria» della giunta, che ha gettato «la cittadinanza nel caos», soprattutto a Gavinana, i cui residenti sono «soffocati dalla morsa dei cantieri». Viene comunque fatto notare che l’iniziale progetto, annunciato con eguale pompa magna, di entrata in servizio della tranvia verso Bagno a Ripoli per ottobre è ampiamente superato, né più né meno dell’antica promessa dei «152 giorni di cantiere». Si parla ora dell’estate 2027, «al massimo entro settembre», per vederla operativa. Corriere Fiorentino e Il Tirreno Firenze, invece, si sono concentrati sulla «demolizione scongiurata». Fatto sta che il traffico è stato dirottato proprio sul Ponte Nencioni, che da parte sua vede interrotto il transito delle bici, da condurre a mano fino a ottobre anche se «in pochi rispettano il divieto» e la Municipale vorrebbe addirittura dei tornelli per impedire l’accesso a «ciclisti e monopattini», si apprende da La Nazione Firenze. Vediamo lo stesso copione propagandistico ripetersi sulla questione delle ex OGR, laddove tutti, tranne il Corriere Fiorentino, si sono focalizzati unicamente sugli incontri coi residenti organizzati dalla società gestrice. Il quotidiano di Carlo Nicotra, però, specifica che «ancora non c’è un vero progetto» e ha dedicato ampio spazio alla posizione del comitato Leopolda Viva, che ha capito la «trappola», il tentativo di coinvolgimento «per avallare un processo d’inganno». Tanta è la delusione per essere stati messi «di fronte al fatto compiuto», giacché invece i suoi membri, con alla testa il prof. Budini Gattai, avrebbero voluto «decidere con il Comune il futuro di quell’area». Ancora più tranciante il Comitato Salviamo Firenze: «Il nulla al cubo». Torna alla ribalta anche l’affare del Maggio Musicale, nel contesto dei fondi per i rinnovi contrattuali che ha visto un duello a colpi di dati e cifre tra il consigliere Palagi (Sinistra Progetto Comune) e l’assessore alla Cultura Bettarini. Il primo ha evidenziato come i soldi manchino, per il secondo «la Fondazione è stata risanata». Ma al solo numero del bilancio in positivo e dei debiti in calo, Palagi ha rivelato la stagnazione del contributo comunale dal 2021, anno di scadenza del contratto nazionale, la mancata copertura di 32 posti rispetto alla pianta organica approvata dal MIC e il peso dei ricavi da biglietti e abbonamenti inferiore del 18% alla media nazionale. Egli ha poi allargato il tiro alla sindachessa Funaro, continuiamo e terminiamo la lettura dell’articolo a ciò dedicato da La Repubblica Firenze, chiedendo «una nuova convenzione per specificare la copertura dei posti stabili vacanti, un tetto al ricorso al tempo determinato e la destinazione di una quota del contributo agli accantonamenti per i rinnovi contrattuali». (JCM)
In copertina: Copyright Fotocronache Germogli


