Il ponte-cantiere Nencioni è fuorilegge per la pendenza? Monaco e Mucci vadano a verificare!

Il ponte Nencioni. fotocronache Germogli

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Sono bastate le verifiche di un geometra per far scoprire la grave magagna sulla pendenza del nuovo ponte di fatto non accessibile a carrozzine e, quindi, passibile di essere fuorilegge.

 

Sul nuovo ponte-cantiere Nencioni se n’è dette e scritte tante fin dal sabato della pomposa e frettolosa inaugurazione di quello che, di fatto, è tutt’oggi un cantiere fra gru, parapetti provvisori, corsie chiuse e segnaletica da rivedere. Sul perché di quella frettolosa inaugurazione hanno le idee chiare coloro che hanno memoria e ricordano le dichiarazioni dello scorso marzo dell’assessore Giorgio sulla necessità di fare verifiche al ponte da Verrazzano.

“Le verifiche, attualmente in corso (30 marzo 2026, ndr), sono state assunte direttamente dal Comune e affidate a un tecnico terzo indipendente, a garanzia dell’interesse pubblico – le parole di Giorgio -. I risultati sono attesi nelle prossime settimane (ancora non sappiamo niente, ndr). Alcune prove come quelle di carico comporteranno chiusure temporanee del ponte, necessarie per le verifiche di sicurezza e saranno effettuate dopo l’apertura del nuovo ponte Nencioni per limitare l’impatto sulla viabilità”.

Dall’inaugurazione del ponte è passato quasi un mese e niente sappiamo sul destino del ponte da Verrazzano ma nel frattempo è bastato un cittadino pignolo e un suo amico di professione geometra per tirare fuori una magagna non da poco sul ponte-cantiere.

Una grave irregolarità sulla pendenza di cui il consigliere comunale Dmijtri Palagi chiederà lumi in aula attraverso un’interrogazione. “L’ennesima incompetenza e ci aspettiamo l’ennesima supercazzola”, commenta questo cittadino sui social.

Veniamo alla questione. Il nuovo ponte Caterina e Nadia Nencioni sul piano del diritto ha problemi di accessibilità? “Con l’interrogazione 2026/00984, depositata il 4 giugno e ancora senza risposta, avevamo posto la questione della sicurezza dei percorsi laterali a uso promiscuo pedoni-ciclisti – sottolinea Palagi – ora apriamo un secondo fronte, autonomo: la pendenza del manufatto.
Alcune persone che attraversano ogni giorno il ponte, con il supporto di competenze tecniche, ci hanno segnalato che le pendenze risulterebbero superiori ai limiti fissati dalla normativa sulle barriere architettoniche. È un rilievo preliminare, che va confermato con strumentazione professionale (e per questo non lo trasformiamo in un’accusa, ma in una domanda istituzionale precisa).

La cornice giuridica è chiara. Per un’opera pubblica di nuova costruzione valgono in modo cogente la legge 13/1989, il decreto ministeriale 236/1989, il D.P.R. 503/1996 per gli spazi pubblici e, in Toscana, la legge regionale 47/1991 con il regolamento 41/R/2009.
I percorsi pedonali non dovrebbero superare «di norma» il 5% di pendenza longitudinale, con ripiani di sosta a intervalli regolari; le rampe non devono superare l’8%. E qui il punto decisivo: pendenze superiori all’8% sono ammesse dalla legge solo per l’adeguamento di opere già esistenti, mai per un ponte appena costruito.

Il vincolo idraulico imposto dalla quota necessaria al deflusso dell’Arno in piena è reale, ma non è un salvacondotto: l’accessibilità è un requisito da garantire in fase di progetto, conciliando il vincolo con uno sviluppo adeguato delle rampe, con ripiani di sosta o con soluzioni equivalenti. Un’opera che non è percorribile in autonomia da chi usa una carrozzina, da una persona anziana o da chi spinge un passeggino non è un’opera completa: è un’opera che esclude.

Per questo chiediamo alla Sindaca Funaro e alla Giunta se la conformità delle pendenze sia stata verificata in fase di progetto e di direzione lavori, se esista la dichiarazione di conformità prevista dall’articolo 24 della legge 104/1992, se sia stata richiesta o concessa una deroga e su quale base, e se la Giunta intenda disporre una verifica strumentale prima del collaudo. I lavori di completamento durano fino a ottobre 2026: c’è ancora tempo per correggere, se serve. Ma il tempo va usato adesso, non dopo l’inaugurazione definitiva. Continueremo a vigilare – conclude Palagi. Un ponte intitolato a due bambine vittime della strage dei Georgofili merita di essere, fino in fondo, un ponte di tutte e di tutti”.

Personalmente, invitiamo la capogruppo di Lista Funaro Michela Monaco e il vicepresidente del Quartiere 2 Andrea Mucci, entrambi molto attivi sul tema dell’accessibilità, a verificare personalmente quanto asserito e sollecitare anche loro la l’amministrazione a regolarizzare la sua posizione.