Alle Cascine ci mancava il rave party. Oltre al caldo, musica fino all’alba e addio al sonno dei fiorentini

wish parade

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L’indignazione corre sulla rete, con molti i fiorentini indignati per la “wish parade” che ha invaso le Cascine per tutta la notte

 

Come se non fossero bastati i concertoni di Firenze Rocks, le Cascine si sono trasformate ancora una volta nel luogo ideale per chi vuole tirare tardi con musica a decibel sparati al massimo. Da ieri sera fino a ben oltre l’alba di ieri mattina, molti fiorentini si sono interrogati sui social su cosa stesse accadendo nel parco cittadino. Musica incessante, volume altissimo, balli, un continuo via vai di persone e persino camioncini parcheggiati sul pratone: Stanotte non ho dormito. Musica altissima alle Cascine. I decibel sono ancora elevatissimi e il grande prato è tuttora affollato da centinaia di ragazzi”, scriveva un residente nelle prime ore della domenica. “Felici i molti spacciatori del parco”, commentava invece con amaro sarcasmo un altro utente.

In realtà si trattava dell’atto finale della Wish Parade, manifestazione autorizzata e organizzata dalla rete dei collettivi fiorentini per rivendicare, come recitava lo slogan ufficiale, “spazio pubblico, libertà e diritto all’incontro”. L’evento era partito nel pomeriggio di sabato da piazzale Vittorio Veneto per poi proseguire nel prato del Quercione, alle Cascine. Secondo gli organizzatori hanno partecipato circa cinquemila persone, che hanno attraversato la città accompagnate da dodici carri musicali e artistici, replicando un format già visto nel 2025.

Una volta arrivati al parco, la festa è andata avanti fino a notte fonda. Anzi, ben oltre. Complice il caldo torrido di questi giorni, molti partecipanti hanno deciso di trascorrere l’intera notte sul prato tra musica, balli e socialità, con buona pace del diritto al sonno di una parte consistente della città. Perché se è sacrosanto rivendicare spazi pubblici, libertà e occasioni di incontro, altrettanto legittimo sarebbe ricordare che esistono anche cittadini che la domenica mattina lavorano, hanno bambini piccoli o semplicemente vorrebbero dormire senza una colonna sonora techno che arriva fino alle finestre di casa.

Secondo le cronache, nelle prime ore del mattino tutto si è concluso senza particolari problemi di ordine pubblico. I partecipanti hanno lasciato l’area spontaneamente. Dietro di loro, però, è rimasto un paesaggio decisamente meno poetico degli slogan della vigilia: rifiuti sparsi, segni evidenti della notte appena trascorsa e l’ennesima conferma che, quando si parla delle Cascine, il confine tra legalità, diritto alla festa e rispetto degli spazi comuni continua a essere estremamente elastico.