Da tutto il Fiorentino, e persino da Prato e Pistoia, hanno dovuto precipitarsi vigili del fuoco a Campi Bisenzio per spengere l’ennesimo maxi incendio divampato, anche stavolta, in un’azienda tessile cinese: ancora da indagare le cause. Dagli articoli di Repubblica Firenze e Corriere Fiorentino non si desume alcuna vittima, ma la prima ha giustamente notato la «maggiore attenzione negli accertamenti» da parte delle forze dell’ordine, data la sistematicità con cui vengono colpite ditte cinesi nelle ultime settimane; si ripensi al copione analogo andato in scena all’Osmannoro la settimana scorsa. Può darsi che in queste vicende abbia un peso maggiore il caldo di questi giorni, che ha seminato il panico tra i ristoratori, i quali denunciano a La Repubblica Firenze «meno incassi, più spese e dehors vuoti sotto il sole», col contorno di picchi di 41-45 gradi nel 60% dei quartieri, secondo un’inchiesta di Legambiente. Tutt’intorno, la morsa comunale sui minimarket e i giochi delle tre carte o delle campanelle che si stringe allo stesso modo: prorogate di 180 giorni, a partire da dopodomani, le ordinanze sulla chiusura dei primi alle 21 e lo stop ai secondi. Ai piani alti, nell’organizzazione di riferimento di quegli stessi commercianti spaventati anche dal cambio di gusti nei menu per via dell’afa, assistiamo al rientro dalla finestra del duo Cursano-Marinoni, esautorati dalla direzione regionale ma blindati in quella fiorentino-aretina, nonostante la buonuscita dorata del secondo: 240.000€ a rappresentare la ciliegina sulla torta di «stipendi da 25.000€» e persino il regalo di un orologio da più di 10.000€ di cui nessuno conosce né provenienza né destinazione, come si apprende dal Tirreno, più dettagliato nei risvolti della vicenda rispetto a La Nazione Firenze. Analoga inchiesta ha condotto il Corriere Fiorentino sul Villino Ogier, a proposito del quale emerge la disdetta del contratto d’affitto da parte dell’ASP Montedomini nel 2024. Il consigliere Palagi (Sinistra Progetto Comune), da parte sua, ha rivelato altre carte, stavolta sui lavori della tranvia: quattro mesi di ritardi nei lavori al netto di un premio da 4.600.000€ per accelerarli, mentre il contratto prevedeva solo uno «slittamento» di un mese e mezzo, spiega Il Tirreno Firenze con un giorno di ritardo rispetto a noi. Nel campo largo, intanto, si furoreggia: PD e M5S sono ai ferri corti sull’ossicombustore di Peccioli, laddove forti sono le «perplessità» dell’assessore Barontini, derubricate a mera «posizione personale» da Giani, nonostante una proposta del primo circa la produzione di meno rifiuti, una posizione che nella località, assicura il sindaco, si sostiene dal 1990 contro le ironie generali: ne hanno parlato La Repubblica Firenze, La Nazione Pisa-Pontedera e Il Tirreno Pisa. Liti anche in Comune, intercettate dal Tirreno Firenze, sull’apertura del ponte Nencioni: la giunta Funaro ritiene che l’apertura al traffico a cantiere in corso sia una «procedura corretta», priva di qualsivoglia «forzatura» e che rappresenti una «prassi consolidata per strade, ponti e tranvie». Il consigliere Sabatini (Lista Schmidt) ha fatto correttamente notare come la prassi non possa sostituire la legge e chiede nel merito quale norma l’abbia consentita. Una delle tante domande destinata a rimanere orfana di una risposta? (JCM)

