Come da tradizione dopo Ferragosto, sembriamo averla scampata col caldo ma mai dalle onnipresenti allerte meteo: tramite La Nazione Firenze veniamo infatti avvertiti del «pericolo bombe d’acqua», a seguito della pioggia di ieri, che dopo due mesi ha fatto tornare il bollino verde. Decisamente più preoccupante l’esplosione di ieri mattina alla SIMS, stabilimento farmaceutico di Reggello, che fortunatamente non ha fatto danni, tranne un lavoratore finito all’ospedale, ma in codice verde e già dimesso, ma per chi ha ancora negli occhi le immagini della KNDS di Colleferro, a Roma, sono sempre campanelli d’allarme. Tanto più che, come specificano La Repubblica Firenze e Il Tirreno Firenze, «le cause sono ancora da accertare». Le indagini proseguono anche sul dossier Montedomini, della quale, aggiorna sempre La Nazione Firenze, sono «al vaglio legale anche altri civici», mentre «i fondi sfitti del centro storico potrebbero essere “occupati” da artigiani e negozi di vicinato». Il Corriere Fiorentino informa invece che le opposizioni hanno chiesto direttamente una commissione d’indagine, di cui sarebbe eventualmente presidente il consigliere Chelli (FdI). Non si attenua neppure la contrarietà dei residenti alle ex OGR, per i quali la soluzione delle due strade (il convogliamento, cioè, del traffico tra via Pistoiese e la Manifattura Tabacchi su via Paisiello al posto della strada di scorrimento originariamente progettata) è «ancora peggio della precedente», si sfogano alla stessa testata, per il «caos traffico» che ne deriverà. Il caos vero, però, è da tempo realtà nelle carceri: alla Dogaia già gli arrivi al centro medico sono triplicati negli ultimi 15 anni, con una media di uno al giorno e i sanitari ad ammettere esplicitamente la mancanza di preparazione, il tutto proprio mentre un 32enne marocchino ha riportato gravissime ferite al petto in una rissa con altri detenuti. Già medicata quella del suo compatriota che ha seminato il terrore al pronto soccorso di Prato, venendo colpito da un agente che invece si trova ora a processo per tentato omicidio, con annesso sequestro di arma di servizio e caricatore. Immediate la solidarietà e la difesa da parte del centrodestra, che contesta anche la mancata applicazione dello scudo penale solo perché, a detta del PM, il delinquente «non poteva scappare» (errore: non doveva, e non doveva neppure delinquere!). Sullo sfondo di questi ultimi ragguagli da parte di Repubblica Firenze e Corriere Fiorentino, un tris di notizie in tema giunge da La Nazione Firenze: due uomini sono stati arrestati qui per il furto di un orologio da 55.000€ a Portofino e uno dei due l’aveva addirittura ancora al polso; la fidanzata di un detenuto a Sollicciano per spaccio ha “rilevato gli affari” dell’uomo usando la casa dei genitori di lui come base di confezionamento e vendita di droga, venendo da questi ultimi giustamente sfrattata ma dovendosi occupare di vendere immediatamente l’abitazione per risanare la «gravissima situazione debitoria» del figlio e mantenere anche i piccoli di quest’ultimo, ovvero i loro nipotini, con un assegno mensile di 615€; da ultimo, Marco Ciatti attacca frontalmente gli inquirenti ispano-italiani per l’imperdonabile negligenza con cui hanno permesso all’assassino di suo figlio Niccolò, Rassoul Bissoultanov, di rendersi irreperibile da quattro anni, tra scarcerazione preventiva e sua notifica non pervenuta a Roma. Difficile, in questo contesto, non spezzare sempre più lance a favore della giustizia fai-da-te. (JCM)
In copertina: Copyright Fotocronache Germogli

