Accattonaggio con animali: 9 mila firme ancora nel cassetto, Palazzo Vecchio dorme. Scavullo propone un fronte comune

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Negli ultimi giorni il tema dell’accattonaggio con animali è tornato al centro del dibattito cittadino.

 

Sono nate nuove raccolte firme, sono stati annunciati nuovi presidi e alcuni esponenti politici hanno iniziato a intervenire pubblicamente su una problematica che da anni interessa il territorio fiorentino. Un’attenzione che potrebbe rappresentare un’opportunità, ma che rischia di trasformarsi nell’ennesima dispersione di energie.

Da anni, infatti, Simone Scavullo, presidente del Comitato Cittadini per Firenze, porta avanti una campagna costante contro lo sfruttamento degli animali nell’accattonaggio. Una battaglia costruita con sacrifici personali, investimenti economici, decine di manifestazioni organizzate nel centro storico, incontri con le istituzioni, interventi pubblici, servizi televisivi e una raccolta di circa 9.000 firme per chiedere una modifica del regolamento comunale.

Quelle firme non sono rimaste nei cassetti. Sono state depositate e portate all’attenzione del Consiglio comunale, aprendo un confronto istituzionale sul tema. L’Amministrazione comunale ha espresso pubblicamente la propria posizione, decidendo di non modificare il regolamento nella direzione richiesta.

Per questo motivo sorprende che oggi vengano riproposte iniziative identiche a quelle già svolte negli anni passati, senza alcun coordinamento con chi ha costruito questo percorso.

La questione non riguarda chi debba prendersi il merito di una battaglia. Al contrario, riguarda l’efficacia delle azioni. Se più persone condividono lo stesso obiettivo, appare naturale chiedersi perché non lavorare insieme anziché moltiplicare raccolte firme, manifestazioni e iniziative parallele.

C’è inoltre un dato che merita una riflessione. Durante gli anni in cui questa campagna veniva portata avanti quasi esclusivamente dal Comitato Cittadini per Firenze, molte delle persone che oggi intervengono pubblicamente sul tema non hanno preso parte alle manifestazioni organizzate, non hanno contribuito alle raccolte firme e non hanno collaborato alle iniziative promosse sul territorio.

Oggi, con il tema tornato al centro dell’attenzione, si assiste invece a un improvviso moltiplicarsi di iniziative. È una circostanza che inevitabilmente pone alcune domande e che rende ancora più importante evitare frammentazioni.

La tutela degli animali dovrebbe unire, non dividere. Ogni energia spesa per ripetere percorsi già affrontati è un’energia che potrebbe essere impiegata per costruire un fronte comune capace di ottenere risultati concreti.

Il problema dell’accattonaggio con animali non si risolve con la ricerca di visibilità, ma con un lavoro costante, serio e condiviso. Gli animali non hanno bisogno di protagonisti. Hanno bisogno di cittadini, associazioni e istituzioni che sappiano collaborare, mettendo da parte interessi personali e lavorando nella stessa direzione.

Solo unendo le forze sarà possibile ottenere ciò che, da anni, viene richiesto: una tutela più efficace per gli animali e strumenti concreti per contrastarne lo sfruttamento nelle strade di Firenze.