“Chiederemo tutta la documentazione direttamente a Palazzo Vecchio stavolta, non è vero che ci è stata trasmessa”
“Il Consiglio comunale di Firenze dovrà votare la tariffa rifiuti entro il 31 luglio. Ma la società partecipata dal Comune al 36,99% ha cercato di impedire che quei dati fossero accessibili, qualificandoli come ‘informazioni privilegiate’ ai sensi della normativa europea sugli abusi di mercato. In aula, la Giunta non ha risposto. Plures S.p.A. (gestore unico dei rifiuti urbani per l’ATO Toscana Centro e partecipata dal Comune di Firenze con una quota del 36,99%, la più alta tra tutti i soci) si è formalmente opposta alla richiesta di accesso civico generalizzato presentata ai sensi del D.Lgs. 33/2013, relativa alla documentazione sulla validazione dei costi del servizio rifiuti 2023 e all’aggiornamento del Piano Economico Finanziario 2025″. Lo afferma, in una nota, Dmitrij Palagi, consigliere comunale di Sinistra Progetto Comune.
“L’opposizione di Plures – ricorda Palagi – non è stata generica. La società ha avanzato tra l’altro l’argomento che ‘le informazioni e i dati richiesti costituirebbero informazioni cd. privilegiate ai sensi del Regolamento UE n. 596/2014′, la normativa europea concepita per prevenire l’insider trading sui mercati finanziari. Secondo Plures, la divulgazione dei dati avrebbe potuto causare un ‘aggravamento del pregiudizio reputazionale’, richiamando esplicitamente le ‘vicende giornalistiche’ che avevano preceduto la richiesta di accesso. La questione è di natura strutturale. Plures ha emesso un’obbligazione da 200 milioni di euro collocata presso investitori istituzionali internazionali (PGIM/Prudential USA), e si dichiara soggetta alle regole del mercato finanziario in virtù di tale quotazione. Questo le consentirebbe – secondo la propria tesi – di sottrarre i dati sui costi del servizio rifiuti all’accesso civico previsto per i gestori di servizi pubblici essenziali”.
“Ma i costi della raccolta rifiuti – replica Palagi – non sono informazioni riservate tra privati: sono il fondamento della tariffa che ogni cittadino dei 58 Comuni dell’ATO paga ogni anno. La normativa di regolazione (ARERA, MTR-3) impone trasparenza e separazione contabile proprio per garantire che le tariffe riflettano costi reali e verificabili, non interessi finanziari opachi. ATO Toscana Centro, con provvedimento del 1° giugno 2026, ha respinto le argomentazioni di Plures, riconoscendo che ‘l’interesse conoscitivo del richiedente coincide con la finalità tipica dell’istituto ovvero il controllo diffuso sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche’. Ha quindi accolto parzialmente l’istanza”.
“La risposta della Giunta – riferisce – in aula oggi è stata evasiva: si è minimizzata l’opposizione di Plures (‘c’è stata un’interlocuzione’), si è rinviato alla tariffa che ‘passerà dal Consiglio’, senza rispondere alla domanda centrale: il Comune condivide la qualificazione dei dati tariffari come ‘informazioni privilegiate’ ai sensi del Reg. UE 596/2014?”
“La Legge di Bilancio 2026 ha fissato al 31 luglio il termine per l’approvazione del PEF rifiuti e delle tariffe TARI. Il Consiglio comunale di Firenze è quindi chiamato a deliberare entro la pausa estiva su una tariffa il cui impianto di costo è stato oggetto di opposizione formale da parte della stessa società partecipata, che ha tentato di impedire che tali dati fossero accessibili. Non è possibile esercitare una funzione deliberativa su documentazione che la nostra partecipata qualifica come segreta. Approvare la TARI in queste condizioni significherebbe convalidare un sistema in cui i consiglieri comunali votano cifre che non possono esaminare”.
“Firenze è il primo socio di Plures con il 36,99% del capitale. Il Consiglio di Amministrazione di Plures risponde all’assemblea dei soci, e quindi ai Comuni. Se il Comune di Firenze non condivide la posizione di Plures sull’applicazione del Reg. 596/2014 ai dati tariffari del servizio rifiuti – e se ritiene, come dovrebbe, che la trasparenza sia un obbligo e non un optional – ha tutti gli strumenti per farlo valere in sede assembleare e di governance. Invece oggi in aula non è arrivata nessuna risposta su questo punto. Nessuna posizione del Comune come socio. Nessun impegno a intervenire. Solo un rinvio al voto di luglio, che senza le risposte necessarie rischia di essere un atto formale su basi opache”.
“Chiediamo che prima del voto sulla TARI la Giunta comunichi formalmente la propria posizione sulla qualificazione dei dati tariffari; che il Comune eserciti i propri diritti di socio per garantire che Plures adotti comportamenti coerenti con la trasparenza dovuta a un gestore di servizio pubblico essenziale; che venga chiarita la separazione contabile tra le attività tariffate del servizio rifiuti e le attività del progetto multiutility”, incalza.
“Faremo una nuova istanza di accesso agli atti: chiederemo quello che ATO non ci ha dato al Comune – termina l’intervento di Palagi -. Se Palazzo Vecchio non ha quei documenti c’è evidentemente un problema politico profondo: se li ha, non può negarceli, visto che l’Assessore ci ha detto esplicitamente che è legittimo da parte nostra vedere tutta la documentazione che il Comune possiede”.
