Ecco quanto spendiamo per “blindare” le case popolari vuote. I numeri di Del Re (Firenze Democratica)

GERMOGLI PH: 14 GENNAIO 2018 FIRENZE VEDUTE AEREE CAREGGI CASE POPOLARI DI VIA NICCOLO' DA TOLENTINO

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Oltre 800 gli appartamenti vuoti a Firenze, su 200 di essi necessari interventi contro intrusioni e occupazioni abusive.

 

“Nel 2025, il costo complessivo sostenuto per noleggiare e dotare di finestre e porte blindate gli alloggi ERP sfitti è ammontato a 605.000,00 euro, oltre iva; nel 2024 sono stati spesi 506.762,72 oltre iva e nel 2023 sono stati spesi ulteriori €. 644.772,10. Gli oltre 600.000,00 euro spesi nel 2025 sono serviti a dotare di porte blindate 200 appartamenti ERP vuoti e di finestre blindate altri 300 appartamenti sugli 840 appartamenti ERP che attualmente sono vuoti in attesa di fondi per la loro ristrutturazione”.

A renderlo noto è Cecilia Del Re, consigliere comunale di Firenze Democratica.

“Ci paiono numeri importanti – prosegue Del Re -, specie se paragonati alle oltre 3.500 domande per vedersi assegnata una casa popolare che sono state presentate a dicembre 2025, e alle oltre 2.000 domande che erano già in lista di attesa. A queste persone in attesa di una casa si sono aggiunti poi in questi giorni anche quei nuclei familiari, che da vent’anni vivono in una casa popolare pagando il canone in zona ponte di mezzo, e che sono stati recentemente invitati a rilasciare la casa per aver perso un termine per la sanatoria della loro posizione. Purtroppo dalla giunta non è arrivata la disponibilità a trovare una soluzione, ma ci auguriamo che si vorrà comunque accompagnare queste famiglie nella ricerca di un nuovo alloggio”.

“Da tempo, invochiamo una diversa strategia per recuperare risorse pubbliche per rendere il patrimonio di edilizia residenziale pubblica accessibile e agibile; anche le risorse del fondo sociale accessorio, che pure può essere utilizzato per manutenzioni non programmate, è stato solo in parte utilizzato (solo 100.000 euro all’anno, ci ha risposto oggi la Giunta) dall’amministrazione a fronte di un bisogno sempre crescente. Se poi parte del patrimonio pubblico verrà destinato ad edilizia residenziale sociale grazie ad un accordo con un privato che li affitterà a canone calmierato, ci domandiamo chi si prenderà cura delle domande in lista di attesa“, conclude l’ex assessore.