Montedomini-gate, la Commissione non basta: l’opposizione compatta chiede chiarezza e regole nuove

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Audit, moratoria, stop alle porte girevoli

 

Altro che polemica sopita. Altro che rassicurazioni da Frittelli. Il Montedomini-gate continua a scatenare polemiche. Dall’opposizione, da Firenze Democratica fino a Noi Moderati, arriva una richiesta comune: fare chiarezza e cambiare le regole. Al centro restano gli 11 immobili destinati ad affitti brevi, ma il dibattito si allarga a tutto il patrimonio, alla governance e alla missione dell’Azienda Pubblica di Servizi alla Persona.

Cecilia Del Re, capogruppo Firenze Democratica ed ex assessore, ricostruisce che fu il Cda precedente a dare l’indirizzo di aprirsi al turismo, confermato da quello attuale. Solo dopo la segnalazione di Salviamo Firenze è arrivata la virata per bloccare tutto.

«Non è solo l’uso turistico – dichiara Del Re – ma anche l’eliminazione delle clausole sociali e l’assenza dal 2022 di bandi di tipo C, cioè sociali». Del Re segnala criticità su Via Guelfa 81, 83, 77 e Via Maccari 101 e 103, sulla mancanza di pubblicità delle aggiudicazioni e sulle garanzie richieste a società neo-costituite. E chiede di leggere delibere e verbali: «Abbiamo fatto accesso agli atti».

All’attacco del metodo il civico Massimo Sabatini: «Questa mattina ho posto le mie domande su atti di indirizzo ricevuti dal Comune. Volevo date e documenti riscontrabili. Anziché produrre chiarezza egli ha risposto: “Noi non riceviamo indirizzi…, abbiamo con il Comune dei rapporti e delle convenzioni, dei rapporti di intreccio…, non sono indirizzi, sono luoghi concordati…, c’è un luogo in cui in qualche modo concerta quei concordati… Non è indirizzo, ma coordinamento complessivo”. Ecco, questa serie di interlocuzioni informali rappresenta il contrario di quanto previsto dall’art. 14 comma 2 lettera b, della L.R.T. nr 43 del 2004, che parla espressamente di “atti di indirizzo”. Alla quale Montedomini ed anche il Comune debbono attenersi, e non inventarsi una prassi diversa, fondata su rapporti personali».

Duro l’affondo del partito di Giorgia Meloni. Per Angela Sirello e Matteo Chelli di Fratelli d’Italia il tema è politico. «Abbiamo appreso che ricorrere agli affitti turistici è stata una scelta ponderata. Ciò che non comprendiamo è la caduta dal pero della sindaca Funaro». Contestano anche la scelta dell’avvocato Nicola Boschi per tutelare Montedomini: «Componente del CdA di Casa SpA presieduta da Paccosi. Non contestiamo la professionalità, ma è politicamente inopportuna». La domanda: «Perché il Comune non ha messo risorse per recuperare il patrimonio e destinarlo alle famiglie in difficoltà?».

Lorenzo Masi del Movimento 5 Stelle (dove non mancano malumori) sposta il focus: «La questione non è se gli affitti brevi siano legali. La vera domanda è se siano coerenti con la missione di un ente pubblico nato per finalità sociali». «Se Montedomini dovesse nascere da zero, sceglierebbe ancora il turismo o investirebbe solo nel sociale?», chiede Masi. E conclude: «L’equilibrio di bilancio non può essere l’unico parametro».

Dmitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune chiede atti immediati: «Moratoria. Nessun nuovo bando con clausola turistica, nessun contratto oltre 9 anni, nessuna richiesta di cambio destinazione d’uso». E segnala che il 31 agosto scade un appalto da 32 milioni per le RSA e che 39 appartamenti, il 17%, sono da ristrutturare. «Il pubblico non mette risorse, scarica il costo sul privato che poi cerca rendite da turismo». E ricorda: «In 5 anni zero avvisi per canone concordato o sostegno sociale».

Per Luca Santarelli il problema è sistemico: «La radice è la sindrome dell’occupazione permanente delle istituzioni. Un sistema di revolving doors».

Propone 3 atti concreti:

  1. Audit esterno e indipendente sulla governance di Montedomini;
  2. Cooling-off period di 2-3 anni tra cariche politiche e ruoli in enti/partecipate;
  3. Audizione immediata del RPCT e dei Revisori.

«Firenze – incalza il consigliere di Noi Moderatinon è una proprietà privata del PD. Montedomini appartiene ai fiorentini».

La maggioranza per ora difende l’operato dell’Azienda. Ma il dibattito, come ha detto il presidente Bambagioni, «continuerà nei prossimi giorni».