Piscina di Iolo, addio ai 6,5 milioni del PNRR (ma il mutuo resta). Targetti presenta esposto in Corte dei Conti: «Enorme danno economico»

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Secondo Boretti ora va riaperta la discussione: «Prima la funzione, poi il luogo, poi il progetto».

 

Prato perde 6,5 milioni di fondi PNRR per la piscina olimpionica di Iolo, il cosiddetto stadio dell’acqua, e dovrà restituire 1,95 milioni già incassati. Restano, invece, 9,5 milioni di mutuo con i relativi interessi a carico del Comune. È il bilancio tracciato dal consigliere comunale Jonathan Targetti, che giovedì alle ore 12 in Piazza del Comune terrà una conferenza stampa aperta alla città per presentare i contenuti di un esposto alla Corte dei Conti.

«Sei milioni e mezzo di euro di fondi PNRR persi. Un milione e 950mila euro di fondi PNRR che il Comune dovrà restituire. E 9,5 milioni di euro di mutuo che restano in piedi, sui quali l’ente continuerà a pagare gli interessi. È il bilancio della vicenda della piscina olimpionica di Iolo, dopo la revoca definitiva del contributo da parte del Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio», spiega Targetti.

E attacca: «È l’ennesimo disastro politico e amministrativo di chi governa Prato dal 2014. Dopo il Soccorso, il Parco Centrale, le Giungle Urbane, gli impianti sportivi in condizioni pietose, il primo commissariamento della storia della città. E mi fermo qui, ma l’elenco sarebbe lunghissimo. Non so se con questa vicenda stiamo già raschiando il fondo del barile, ma di sicuro ci siamo vicini».

E devono venire fuori le responsabilità: «Il sindaco ha dichiarato di voler individuare al più presto le responsabilità, come se negli ultimi dodici anni la città fosse stata amministrata da altri. Come se finanziare la piscina di Iolo con il PNRR o affidarne la gestione a Sport & Salute S.p.A., fossero state scelte di qualcun altro».

«Sarà la Procura della Corte dei Conti a individuare i responsabili di questo enorme danno economico a carico dei contribuenti pratesi, non le indagini promesse da Biffoni, che sa perfettamente come sono andate le cose e che, per l’ennesima volta, cerca di scaricare su altri le proprie responsabilità», aggiunge.

«Se lo meritano tutti gli sportivi pratesi, costretti da anni a praticare sport in impianti ridotti in condizioni pietose. E se lo meritano tutti i pratesi, amministrati da una classe dirigente inadeguata che ha messo in fila, uno dopo l’altro, una serie incredibile di fallimenti», conclude.

Sulla vicenda interviene anche l’architetto Filippo Boretti. «Venuto meno il finanziamento che aveva imposto tempi e scadenze, bisogna finalmente chiedersi ciò che avrebbe dovuto precedere tutto: che cosa stiamo costruendo?», si chiede Boretti.

Nel merito del progetto ricorda che è prevista «una vasca coperta di 25 per 51,5 metri, tribune per 950 spettatori e gli spazi di servizio necessari, oltre al collegamento con la piscina esistente» e che gli elaborati parlano di una «cittadella dello sport» rivolta «non soltanto alla comunità locale, ma al Centro Italia».

Da qui la domanda: «Per chi è stato pensato davvero un impianto da 16 milioni di euro? Una cifra enorme per una piscina. Una cifra che appare invece sorprendentemente contenuta se ciò che si promette è uno “Stadio del nuoto” dentro una “Cittadella dello sport”. Perché, guardando il progetto e non le intenzioni dichiarate, la cittadella non si vede neppure sulla carta».

Il punto centrale, per Boretti, sono i costi di gestione: «Una piscina di queste dimensioni comporta anche costi rilevanti di energia, trattamento dell’acqua, personale, manutenzione e gestione. Quali ricavi può generare? Quanto dovrà essere sostenuto ogni anno dalla collettività?».

E conclude con tre domande al Comune: «Quale impianto serve davvero a Prato? Dove realmente deve essere collocato? E quanto siamo disposti a spendere per costruirlo e, soprattutto, per gestirlo?».

«In quest’ordine: prima la funzione, poi il luogo, poi il progetto, e solo infine il finanziamento. Perché una città seria non parte dai soldi disponibili per decidere quale bisogno costruire. Parte da una visione e cerca le risorse per realizzarla».