Tari, Scandicci “in debito” con Alia. Il Comune minimizza, FdI all’attacco

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A quanto scrive La Nazione, Scandicci deve 9,5 milioni ad Alia-Plures. Il Comune si affretta a dire che non saranno i cittadini a pagare, Fratelli d’Italia non ci sta.

 

Il Comune di Scandicci ha un debito di 9,5 milioni di euro con Alia-Plures. È quanto emerge da un credito strumentale iscritto nel bilancio della società dei rifiuti, ma non nel consuntivo del Comune. In pratica: la Tari pagata non basta a coprire il costo reale del servizio. La differenza resta “appesa” come debito.

«Si tratta di un debito strumentale – minimizza Lorenzo Tomassini, assessore al bilancio –. Non significa che quei 9,5 milioni siano automaticamente un costo da ribaltare sui cittadini». E aggiunge: «Il vero tema è l’efficacia del servizio. Gli investimenti devono garantire più efficienza».

Non è tutto così lineare però. A decidere quanta parte di quel debito finirà nella bolletta è ARERA, tramite il Piano Economico Finanziario che poi viene validato da Ato Toscana Centro. E, ad oggi, non è dato sapere quanta parte ricadrà sulle tasche dei cittadini di Scandicci.

Si fa sentire l’opposizione. La consigliera di Fratelli d’Italia Maria Luisa Di Palo attacca: «Dobbiamo ad Alia 9,5 milioni. E la cifra non è iscritta nel bilancio comunale». «Il problema non è solo di Scandicci – spiega –. Riguarda tutti i Comuni serviti da Alia». Tuttavia, «solo a Scandicci» si sono accumulati nel 2025 ben 4,3 milioni.

E c’è un nodo particolarmente problematico: «Abbiamo raggiunto il tetto massimo consentito dalla normativa. Una parte dei costi non può più essere recuperata con la tariffa e continua ad accumularsi come debito».

Il rinvio non risolve il problema. «Lo rende semplicemente più grande – conclude –. Ogni anno che passa il conto aumenta e prima o poi qualcuno dovrà pagarlo».