4.000 firme contro il piano delle ex OGR. Altri affitti brevi in via Magenta e decine di case vendute da Montedomini, chiusi 7 negozi di vicinato solo a Figline. La Firenze sui giornali di giovedì 23 luglio

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Mentre Forza Italia andrà a congresso onde eleggere il segretario regionale, per la prima volta, tramite votazione e non per nomina (ma Marco Stella è al momento l’unico candidato, precisano La Repubblica Firenze e La Nazione Firenze), alla presenza di Stefania Craxi e Antonio Tajani, il PD si trincera e fa quadrato attorno a Sara Funaro, di cui reputa «lunare» l’ipotesi di dimissioni (La Repubblica Firenze). Dopo il pasticcio dell’Artemio Frankenstein, il centrodestra ci riprova e, sotto le bandiere della Lega, depositerà una nuova mozione di sfiducia, accompagnato da una richiesta di istituzione di una commissione d’indagine, contro la sindachessa a proposito dello scandalo Montedomini: in parallelo, la consigliera Del Re (Firenze Democratica) ha scoperto altri affitti brevi di proprietà di quest’ultima, stavolta in via Magenta, e decine di case vendute in centro, per un guadagno previsto di 2.5 milioni di euro solo quest’anno. Difficile però che la mozione possa passare: anche in caso di assoluta compattezza di tutta l’opposizione serviranno almeno tre defezioni dalla maggioranza, utopia. Compattezza che, peraltro, allo stato attuale sembra mancare, giacché, come fa notare il Corriere Fiorentino, che della vicenda si è occupato insieme a La Nazione Firenze e Il Tirreno Firenze, il M5S non si esprime (ma il consigliere Masi è riuscito a farla inserire all’ordine del giorno in Commissione Controllo), FD vuole Italia Viva e Sinistra Progetto Comune pone condizioni. Interessante l’inchiesta de La Nazione Firenze su «tutti gli uomini di Montedomini», da Paccosi a Frittelli passando per Andrea De Blasio, specializzato in gestione di strutture ricettive, e Roberto Franceschi, «mandatario elettorale di Funaro». Mentre la Corte dei Conti, a quanto si apprende da Repubblica Firenze e Corriere Fiorentino, indaga sulla precarietà del settore sanitario e sul suo «indebitamento al limite», che minaccia gli investimenti ma Giani non vede come un disavanzo, contro il piano speculativo ai danni delle ex OGR il Comitato Salviamo Firenze ha indetto una manifestazione a «catena umana» e raccolto ben 4.300 firme per “salvare le Cascine” dalla cementificazione voluta dal fondo lussemburghese Gingko nell’ottica di creazione di case, strutture turistico-ricettive e negozi di lusso, preferendole invece «il recupero ambientale e sociale dell’area, il riuso dei capannoni storici per funzioni culturali e associative, l’estensione attrezzata del parco delle Cascine, servizi per i quartieri e un grande polo culturale pubblico», secondo quanto riportano il Corriere Fiorentino e Il Tirreno Firenze. Sul famigerato +6.7% della TARI, di cui parlavamo ieri, interviene a gamba tesa l’ex sindaco sestese Lorenzo Falchi, capogruppo di AVS in Regione, riecheggiando quanto detto dal consigliere Bambagioni (Lista Schmidt) sul «fallimento della gestione Plures» e rafforzato dall’analoga posizione del consigliere Palagi (Sinistra Progetto Comune) per il quale «i benefici dell’operazione multiutility non si vedono». A ragione Il Tirreno Firenze titola: «si rafforza il fronte anti-Irace». Se però il centrosinistra piange, il centrodestra non ride: secondo l’ANCE, ripresa dal Corriere Fiorentino, il piano casa del governo Meloni è assolutamente insufficiente a coprire il prossimo venir meno dei fondi del PNRR, poiché gli alloggi sono «ormai inarrivabili in tutti i capoluoghi» e peraltro «servono 7.000 operai e più case». Ciò che non manca sono invece i cantieri, che continuano a strozzare Gavinana, il centro, l’Isolotto e Campo di Marte tra i visitatori del mercato di San Lorenzo, i «cartelli pazzi» con «divieti improvvisi», gli imbuti, le curve strette e il «caos indicazioni», più i new jersey che «rendono complicato l’imbocco del Ponte Nencioni da Bellariva». Un cortocircuito totale nella viabilità, eloquentemente fotografato da La Nazione Firenze, la quale informa contestualmente della chiusura di ben 7 negozi di vicinato soltanto a Figline Valdarno nell’arco di questo 2026. Fortunatamente, quantomeno, i monopattini non contribuiranno più al caos cittadino, giacché, come apprendiamo da La Repubblica Firenze, il costo della loro obbligatoria assicurazione ha tolto ogni convenienza nel loro acquisto e pertanto, anche a seguito delle 34 multe comminate per assenza della targa, sono «quasi spariti». (JCM)