Si è reinsediato per la terza volta Matteo Biffoni in quel di Prato, con una gioia della (ennesima) inaugurazione rovinata dalla rinnovata, e decisamente negativa, attenzione riservata al carcere della Dogaia e alle sue dinamiche interne: il Corriere Fiorentino ha coperto entrambe le notizie, La Repubblica Firenze invece solo la seconda, ovverosia i pestaggi e gli stupri ai danni di alcuni detenuti, risalenti alcuni addirittura al 2020 e per i quali solo oggi inizia il processo per i due aguzzini, un salernitano e un marcianisano. Nella nostra città, invece, diventata esplicitamente un «laboratorio di flussi» dal prof. Alessandro Volpi dell’UniPi sul Tirreno alla luce dei flussi turistici per il ponte del 2 Giugno, del Giubileo e delle Olimpiadi, non è così facile inserire il proprio appartamento sul portale delle locazioni, e il tempo prima dell’entrata in vigore della nuova stretta…stringe: l’ha rivelato un’inchiesta de La Nazione Firenze, la quale ha intervistato, a corredo, il presidente di Property Managers, che avverte sul futuro aumento dei costi degli alberghi e il carattere «più elitario» del turismo (il che, per inciso, non sarebbe affatto male). Il consigliere Palagi di Sinistra Progetto Comune si chiede, da parte sua e citato dal Tirreno Firenze, quanti altri casi Bufalini ci siano in città, di palazzi cioè che in virtù di cavilli legali possono aggirare a norma di legge la nuova stretta sui B&B. Il modello imperante, infatti, non ha salvato neppure la Giocattoli Tazzi, costretta alla chiusura dopo 58 anni a causa del commercio digitale e del cambiamento di usanze da parte delle nuove generazioni di giovanissimi. Analogamente, la storica cooperativa Le Rose è stata sfrattata dall’Impruneta dopo 34 anni e trasferita a San Casciano, per la netta contrarietà dei suoi utenti nonostante la lamentata inagibilità della sede. Sulle ex OGR, tra «petizione e sondaggi», è partita la mobilitazione dei cittadini, capeggiata dal Comitato Salviamo Firenze, contro la trasformazione nell’ennesimo complesso di superlusso: entrambi gli aggiornamenti provengono dal Corriere Fiorentino. Situazione più sfumata al Franchi, dove l’agibilità dello stadio è «in ballo», secondo La Nazione Firenze, a causa dei lavori esterni che si vogliono completati prima del 29 agosto, dacché la Fiorentina vorrebbe giocare in casa la partita del centenario. In lotta il mondo della scuola e della sanità, rispettivamente contro la proposta del 4+2 (4 anni di scuola superiore e 2 di specializzazione presso una ITS Academy), anche per mancanza di «linee guida sugli orari», e contro la reticenza dell’assessore Monni a sottoscrivere il rinnovo del contratto nazionale siglato il 27 ottobre 2025. La CGIL, unica intestataria della prima mobilitazione, è in prima fila anche nella seconda insieme a CISL-FP, Nursing Up, NURSIND e FIALS. Contro l’occupazione della tenuta di Mondeggi insorge invece Fratelli d’Italia a Bagno a Ripoli: il braccio di ferro sulla gestione integrale del territorio è, a quanto ci è dato sapere dal trafiletto in merito del Tirreno Firenze, solo all’inizio. (JCM)
In copertina: Copyright Fotocronache Germogli

