Dalle fascette di plastica ai carichi orizzontali non calcolati: le risposte dell’assessore Giorgio non placano i dubbi sulla sicurezza di pedoni, ciclisti e automobilisti
Le crepe nella sicurezza del nuovo Ponte Nencioni stanno facendo seriamente preoccupare molti fiorentini. “La risposta dell’assessore Giorgio alle nostre domande non può che farci preoccupare ancora di più sulla tenuta dei parapetti” ha tuonato oggi in Consiglio comunale il consigliere di Lista Civica Eike Schmidt Massimo Sabatini, denunciando un assetto provvisorio che trasuda approssimazione.
L’assessore ha presentato solo un rapporto di conformità del produttore e la norma DIN EN 13374 per protezioni da cantiere, ma “nessuno dei due chiarisce alcunché” e soprattutto “nessuno dei due parla della particolare modalità e situazione in cui tali dispositivi di sicurezza sono stati montati”. I parapetti DOKA, ancorati alla rete metallica con “banalissime fascette di plastica, sabotabili purtroppo con facilità”, non supererebbero un impatto serio, e manca ancora il verbale di collaudo vero e proprio: “Perché l’assessore non ce l’ha portato oggi in aula? Farò subito un immediato accesso agli atti per averlo. Chi ha firmato quel collaudo?” si chiede Sabatini, che non ha ottenuto risposta.
Ancora più allarmante la questione del cordolo protettivo tra corsie auto e ciclopedonale promiscua: in alcuni punti misura solo 16 cm contro i 20 cm necessari, con il rischio che “sul parapetto va considerato anche il carico orizzontale di un mezzo che ci sbatte ed i carichi aumentano a dismisura”. “Dunque? Non ci siamo!” esclama il consigliere, chiedendo “immediati interventi di rinforzo della sicurezza alzando il cordolo fino ai dovuti 20 cm” e rinnovando “la richiesta di chiusura totale del ponte la sera del 24 giugno per i Fuochi”.
Le foto dell’inaugurazione, con cittadini ignari che passeggiavano fiduciosi, ora gli danno “i brividi per i rischi corsi da tanti”. In un’opera che sta già alleggerendo il traffico dal vicino Ponte da Verrazzano ma che resta incompleta fino a ottobre, tra reti provvisorie e illuminazione mancante, l’opposizione dipinge un quadro di fretta generale che potrebbe costare caro.
