Esce oggi Scripta volant, verba manent di Francesco Borgognoni, autore brillante nato nel 1950 in una Firenze non idilliaca ma sicuramente più bella e autentica.
Una raccolta di scritti – autoprodotta e stampata in proprio, con una copertina elegantissima – pubblicati a più riprese dal 2020 al 2026 su varie testate online, tra le quali La Firenze che vorrei, ricomposti come vari frammenti di verità. Il filo rosso c’è – il valore della parola che vola sì ma lascia il segno -, l’ordine cronologico no, il pensiero è libero e sempre originale. E non potrebbe essere altrimenti, visto che l’autore si definisce un radicale in politica. Critica la cronica esterofilia italiana e la rimozione della Patria, come fosse un «luogo che non c’è». Nato in San Frediano prima che fosse cool, guarda la città ostaggio del «nuovo trinomio pavoliniano», ovvero Airbnb, Cubo, Trolley al posto di Artigianato, Cultura, Turismo. La Stazione di Santa Maria Novella di Michelucci ridotta a «tegame di verdura ripassata». Il Politeama seppellito dal cubo nero delle residenze di lusso. La Firenze di oggi che dimentica il Magnifico e dedica una piazza a Savonarola, dimenticandosi anche la stagione di Firenze Capitale, la città laica e autenticamente cosmopolita. Guarda all’America, punta avanzata del capitalismo, e invita a «non fare con Trump l’errore fatto con Lindon Johnson». Già, l’America, il grande paese che tiene insieme i Doors e i Berretti Verdi. Che fosse meglio – soprattutto per la sinistra – guardate a ciò che succedeva nei campus californiani e non nelle risaie vietnamite?

Disponibile in versione web dal sito di La Firenze che vorrei e in cartaceo sabato prossimo, 13 giugno, nel corso dell’assemblea del giornale (ore 16 presso “Il Fuligno“).
In copertina: copyright Fotocronache Germogli

