Mask-off: dopo il blocco degli affitti brevi, Pizzolo (AVS/Ecolò) e il Soviet Fiorentino vogliono requisire le case private

GERMOGLI PH 15 MAGGIO 2024 FIRENZE CAFFE' LETTERARIO CONVEGNO NICHI VENDOLA NELLA FOTO CON IL SEGRETARIO DI SINISTRA ITALIANA FIRENZE VINCENZO PIZZOLO

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Mentre 840 case popolari restano vuote e 3.500 fiorentini attendono, il vicepresidente del Consiglio comunale invoca l’esproprio alla Lenin. Il fallimento dell’amministrazione Funaro diventa programma politico?

 

L’atteso provvedimento contro gli affitti brevi è avvenuto la settimana scorsa in una seduta torrida del consiglio comunale dove – nonostante l’entusiasmo della Sindaco Funaro, che si è fatta fotografare con sorriso di circostanza a trentadue denti – si sono astenuti Sinistra Progetto Comune e il Movimento Cinque Stelle, confermando che il campo largo, almeno a Firenze, è un grande bluff. Ha fatto rumore anche il non voto di Eike Schmidt e l’assenza seppur giustificata per un piccolo intervento di Cecilia Del Re leader di Firenze Democratica. L’atto è passato quindi con i soli voti del Pd, sostenuto dalle due stampelle lista Funaro e Avs-Ecolò, mentre in piazza della Signoria manifestavano un centinaio di proprietari di B&B.

In tutto questo clima di caccia al piccolo proprietarioda non confondersi con i grandi gruppi a cui proprio l’amministrazione comunale ha consegnato mezza città – brilla per surrealità il commento del consigliere di Avs-Ecolò nonchè vice presidente del consiglio comunale Vincenzo Pizzolo, peraltro non nuovo a performance esilaranti. Sul suo profilo social, nel commentare che “giornate come queste fanno bene” nella convinzione di poter così ripopolare il centro storico svuotato ormai da decenni da una chirurgica politica di turistificazione che ha tolto servizi e consegnato il centro solo al consumo mordi e fuggi, in uno slancio d’entusiasmo va oltre affermando che “dovremo pensare ad altri strumenti” e fra questi “sicuramente ci deve essere la requisizione”.

Il Soviet fiorentino più volte denunciato da queste pagine come un pericolo concreto, sta prendendo forma. Il Comune di Firenze non solo persevera nella sua linea, ma, guardando alle politiche, va persino oltre. A quanto pare, in perfetto stile bolscevico, l’assessore Pizzolo pare voler applicare sulle rive dell’Arno il decreto sulla nazionalizzazione delle case del 1918, quello che nella Russia post-rivoluzionaria — sul punto di diventare Unione Sovietica — trasferì allo Stato la proprietà di tutti gli immobili. Vincenzo Pizzolo sembra augurarsi che il nuovo passo dell’amministrazione comunale sia proprio questo: sottrarre ai privati le loro proprietà. Un’operazione che servirebbe anche a far dimenticare ai fiorentini un fatto scomodo, sottolineato con durezza dall’ex assessora all’urbanistica Cecilia Del Re nel suo lungo sfogo che abbiamo riportato sulle pagine di LFCV: Firenze ha fallito sulla politica della casa. E non è forse un caso che tutto ciò è successo quando all’assessorato era l’attuale Sindaca.

Le case popolari vuote sono tantissime e in continuo aumento rispetto all’inizio del mandato Funaro. Un numero pazzesco che oggi conta ben 840 unità vuote per mancanza di fondi per ristrutturarle, mentre due anni fa erano 790. Un trend sempre in crescita che contrasta con le 3500 persone in lista d’attesa a dicembre 2025.

O il consigliere Pizzolo ignora questa realtà per calcolo politico, oppure è accecato da un nostalgismo che non vuole arrendersi al XXI secolo. Sia nell’uno che nell’altro caso, la sua invocazione alla requisizione degli immobili rappresenta qualcosa di più grave di una semplice boutade: è la dimostrazione che una parte della sinistra fiorentina continua a guardare al Novecento più cupo come a un manuale di istruzioni, anziché come a un monito storico. Mentre la città conta case popolari vuote e cittadini in attesa, loro sognano ancora espropri.